Il ministro della Salute avverte: "No assembramenti, altrimenti restrizioni molto dure"

“Il Cts proprio in questi minuti si sta riunendo su richiesta del governo per poter valutare la situazione epidemiologica ed eventuali nuove misure. La mia opinione è chiara: queste misure possono essere utili e ci possono aiutare, soprattutto nelle settimane delle vacanze di Natale, ad evitare che arrivi una terza ondata e una nuova recrudescenza“. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in collegamento al Tg3 commenta la possibile nuova stretta in vista delle festività. Governo e gli esperti del Cts arriveranno ad una decisione nelle prossime 48 ore. “Stiamo ragionando sulle due settimane delle vacanze di Natale, quello è il periodo più complicato – sottolinea ancora Speranza -. Il tasso di spostamenti e relazioni che le persone attivano si alza di molto e quindi è il momento in cui dobbiamo stare più attenti. Ascolteremo con grande attenzione i nostri scienziati e l’auspicio è che nel giro di poco tempo si possano assumere ulteriori misure in grado di scongiurare una ipotetica terza ondata”.

“Dobbiamo assolutamente evitare gli assembramenti. E’ legittimo che le persone in queste ore possano fare acquisti e stare in giro, però non dobbiamo andare tutti nello stesso posto”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in collegamento al Tg3. “Quando una persona vede che c’è una situazione con tante persone deve provare immediatamente ad evitare quei luoghi. E’ fondamentale questo se non vogliamo essere costretti ad ulteriori restrizioni molto dure”, aggiunge.

E sui dati dei nuovi contagi nelle ultime 24 ore aggiunge: “Quelli di oggi sono numeri ancora molto significativi. E’ vero che nelle ultime settimane c’è stata una lieve flessione dovuta alle misure adottate, però la battaglia non è assolutamente vinta. Serve ancora tantissima cautela, ci vuole poco a tornare indietro e vanificare gli sforzi delle ultime settimane”. Infine, parlando del piano vaccini il ministro ha chiarito che “gennaio sarà il mese in cui apriremo le vaccinazioni in tutti i Paesi europei. L’Italia sta chiedendo un giorno solo per partire in tutti i Paesi europei, sarebbe il segnale giusto”. “Dobbiamo però dirci la verità – ha precisato -: il vaccino non arriverà subito per tutti. Bisognerà quindi scegliere alcune categorie e poi ci vorrà un po’ di tempo per poter avere le dosi necessarie per tutti. A fine dicembre verrà autorizzata un’azienda farmaceutica, poi speriamo che nel giro di un po’ di tempo possano arrivare le autorizzazioni per le altre. Bisogna resistere, e le misure nel frattempo sono l’unica strada per provare a contenere davvero il contagio”.

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