Resta il nodo spostamenti, il nuovo testo deve essere approvato entro il 4 dicembre

Coprifuoco alle 22 anche la notte di San Silvestro, stretta sugli assembramenti nelle vie delle shopping (con gli esercizi commerciali aperti qualche ora in più per diluire le presenze dei compratori) e stop allo spostamento tra regioni – anche tra quelle colorate di giallo – dal 19 o dal 20 dicembre e fino al 6 gennaio. Sono questi i capisaldi del Dpcm a cui il governo sta lavorando e che vedrà sciolti i nodi solo dopo il confronto tra Stato, Regioni, Upi e Comuni.

L’appuntamento è stato fissato dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, per stamattina alle 10, quando il governo riceverà le proposte a cui i governatori tendenzialmente tendono a mettere un freno al rigore mostrato in questi giorni dall’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Al tavolo di martedì mattina ci saranno anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, il commissario straordinario all’emergenza Covid Domenico Arcuri e il capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

E in vista del varo delle nuove regole per il Natale i governatori hanno mandato un chiaro messaggio all’esecutivo. Per Giovanni Toti: “Le Regioni esprimono posizioni di gran buon senso. Nessuno vuole Regioni che si aprono, gente che fa i trenini e balla ai veglioni. Semplicemente chiediamo al Governo di tenere conto della situazione dei singoli territori, di darci delle regole per un Natale che non è un periodo normale”. E poi ricorda: “Nessuno chiede di andare allo sbaraglio”. Anche Luca Zaia, pur confermando “lo spirito collaborativo” con cui le Regioni affronteranno il confronto con il Governo, auspica che vengono fissati “dei pilastri e a cascata ci saranno delle misure. Partire dal fatto ‘tu sì, tu no’ non mi sembra un buon metodo di lavoro. Io penso che venga prima di tutto la salute, non si dica che questa amministrazione fa i conti con la calcolatrice”.

La linea di palazzo Chigi resta comunque quella della “prudenza” perché non si può sbagliare come accaduto in estate. “Dicembre ci può consentire di mettere in sicurezza tutto il Paese, incrociando così in primavera la campagna vaccinale”, spiega Boccia che, riferendosi alla proposta del presidente della Liguria Toti, di creare una ‘zona bianca’, ammette: “Lo sogniamo tutti” ma “tra qualche mese”. A dare man forte all’esecutivo ancora una volta la scienza con il più ‘rigorista’ di tutti, Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza. Le Regioni sono “pressate dall’economia locale e non si rendono conto che, se noi non risolviamo in modo stabile la curva epidemica, e solo a quel punto ci potremo permettere le riaperture e una vita quasi normale, ci prepariamo a una nuova circolazione del virus”, avverte. A fargli eco Massimo Galli, l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano: “È evidente che, se non si mantengono le precauzioni, non potremo che vedere di nuovo una situazione simile a quella che abbiamo già vissuto. Abbiamo ancora moltissimo virus che circola, troppo per pensare di tornare a un “liberi tutti” al primo accenno di risultato delle misure contenitive”.

Lo stesso ministro Dem ha messo in chiaro che non ci saranno deroghe per il coprifuoco e come per la vigilia di Natale, anche per lo scoccare della mezzanotte e l’arrivo del nuovo anno gli italiani dovranno fare a meno della piazza. “Se decidiamo che c’è un limite orario per gli spostamenti, che si torna a casa indipendentemente da quello c’è da fare” vale anche se “c’è da festeggiare il Capodanno. Si festeggia a casa”, rimarca, sottolineando che tutto il governo ha come mantra quello della “prudenza e attenzione” una linea “che mette “la salute davanti a tutto”.

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