Coronavirus, sindacati medici: “Non allentare le restrizioni”

Coronavirus, sindacati medici: “Non allentare le restrizioni”
Paramedic Alessandra works at the Intensive Care Unit of the Varese’s Circolo Hospital, in Varese, Italy, Friday, Nov. 6, 2020. During Italy’s autumn pandemic resurgence, concern is falling less on intensive care wards and more on regular medical wards, as eight regions have seen the needle move alarmingly into the red-alert zone with more than half of hospital beds dedicated to coronavirus patients. (AP Photo/Luca Bruno)

“Lo impongono le condizioni di sovraccarico di tutto il sistema ospedaliero”

“I dati degli ultimi giorni mostrano segnali di rallentamento della crescita dell’epidemia da Sars-CoV-2, tuttavia le condizioni di sovraccarico di tutto il sistema ospedaliero, con indici di occupazione delle Terapie Intensive e delle aree COVID particolarmente elevati, impongono di non allentare le misure restrittive della movimentazione sociale. Ricordiamo che nell’ultima settimana si sono contati oltre 200 mila nuovi casi e 4.980 decessi mentre i ricoveri con sintomi sono attualmente più di 34 mila”. È la posizione unitaria dell’Intersindacale della Dirigenza Medica, Sanitaria e Veterinaria che interviene sul rincorrersi di notizie relative a possibili riaperture, in particolare in prossimità delle festività natalizie.“Il personale sanitario, impegnato quotidianamente – 7 giorni su 7, di giorno e di notte – nella lotta contro la pandemia da Sars-CoV-2, si trova ad affrontare criticità di ogni tipo dovute al sovraffollamento degli ospedali, che con la seconda ondata interessa tutta la penisola. Ogni allentamento delle restrizioni potrebbe, quindi, mettere a rischio tanto la vita dei pazienti affetti da COVID-19 quanto la salute dei pazienti con altre patologie, la cui prevenzione e cura rischia di essere per la seconda volta sacrificata a causa di una generale sottovalutazione del rischio della ripresa pandemica, sulla quale i medici e i dirigenti sanitari avevano lanciato tutti gli allarmi possibili già durante l’estate. Per la seconda volta gli operatori della sanità pubblica sono costretti a ulteriori sacrifici anche a rischio della salute personale, oltre che ad affrontare una situazione di costante super lavoro”.

© Riproduzione Riservata