Toti: "Governo condivida nostro piano per evitare danno irreversibile". Zaia: "Serve coordinamento europeo"

E’ di nuovo tensione tra le regioni, in particolare quelle di montagna, e il Governo sulla stagione sciistica. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato le linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e inviato un documento “al Governo come contributo propositivo per non compromettere la stagione sciistica e per non creare un danno irreversibile all’economia della montagna dei nostri territori“. Lo ha spiegato il Vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti (Presidente della Liguria) al termine della riunione odierna: “l’auspicio è che , come accaduto in precedenza, il Governo voglia condividere con le Regioni i necessari approfondimenti sul piano della collaborazione istituzionale nell’interesse dei cittadini, del tessuto socioeconomico del Paese, nel rispetto delle necessarie regole di prevenzione”.

Anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha commentato la vicenda chiedendo un coordinamento a livello europeo: “Lo sci si pratica sulla cresta delle montagne ed è per questo che vorremo un coordinamento europeo perché pensare di vedere che da altre parti si scia mentre noi siamo chiusi è difficilmente giustificabile, visto che siamo nello stesso bacino epidemiologico”. “Serve un’analisi seria anche per l’economia che ricade sulla sicurezza dei cittadini ed è per questo che serve condivisione transfrontaliera se no le misure rischiano di essere un suicidio per la nostra economia che permette di mantenere la vita in montagna”, ha concluso.

“Pur con la piena consapevolezza delle difficoltà e delle incertezze dettate da questo difficile momento – scrivono gli assessori delle diverse regioni – tutto il sistema turistico sta lavorando alacremente per un avvio in sicurezza della stagione invernale con il coordinamento degli Assessori agli impianti a fune di Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia”. Lo comunicano in una nota congiunta Martina Cambiaghi (assessore allo Sport e Giovani della Regione Lombardia), Daniel Alfreider (vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (vicepresidente della Regione Val d’Aosta), Sergio Bini (assessore al Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia), Federico Caner (assessore al Turismo della Regione Veneto), Roberto Failoni (assessore al Turismo della Provincia Autonoma di Trento) e Fabrizio Ricca (assessore allo Sport della Regione Piemonte). “Alla luce, tuttavia, delle notizie riguardanti le misure che il Governo intende adottare nel prossimo DPCM, secondo le quali si esclude la possibilità di aprire gli impianti a fune per le festività natalizie, gli assessori delle regioni alpine chiedono al Governo di rivedere questa scelta che metterebbe in crisi un intero sistema, che porta un notevole indotto economico, lavorativo e sociale per l’intero Paese”, concludono gli assessori.

 

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