Atteso entro fine giornata il Cdm per l'ok al decreto Ristori-bis

Oggi entrano in vigore le misure del nuovo Dpcm che dividono l'Italia in tre aree di rischio in base alla diffusione del virus in zona gialla, arancione e rossa con misure restrittive differenti. Nelle zone rosse, Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d'Aosta, si torna di fatto in lockdown.

Fino al 200 per cento del rimborso previsto dal decreto rilancio, erogato prima dell'estate, per bar, negozi e ristoranti, ovvero per quelle attività che, trovandosi nelle zone rosse, dovranno chiudere i battenti come previsto dal nuovo Dpcm. Il governo lima gli ultimi dettagli del decreto ristori bis atteso all'ora di pranzo sul tavolo del Consiglio dei ministri. Un testo che dovrebbe poi confluire nel primo decreto Ristori, attualmente in esame al Senato, per evitare di allungare i tempi e ingolfare le commissioni, considerato anche il ritardo accumulato sulla manovra, non ancora approdata in Parlamento.

Il governo, come chiesto fortemente dalle Regioni e dalle associazioni di categoria, vuole accelerare sugli indennizzi a professionisti e imprese interessati dalle chiusure. Ecco perché il termine che ci si è dati per questa nuova tranche di aiuti è quello di metà dicembre, che è anche il termine ultimo di quella precedente. Infatti i bonifici dell'Agenzia delle entrate, per quel che riguarda il primo decreto, sono attesi il 15 novembre per chi aveva già usufruito del decreto rilancio, mentre per gli altri si parlava appunto di metà dicembre.

I parametri utilizzati per questa seconda tranche – su cui, come confermato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è stata stanziata una cifra di poco inferiore a 2 miliardi di euro – sono sostanzialmente gli stessi del decreto di due settimane fa. Ma nelle zone rosse e arancioni vengono aumentati gli indennizzi per le categorie più pesantemente colpite. Bar, gelaterie riceveranno il doppio e non il 150% dell'importo incassato prima dell'estate visto che, invece di chiudere alle 18, rimarranno con la serranda abbassata per l'intera giornata. Lo stesso varrà per i ristoranti (prima indennizzati al 100%) e i negozi (esclusi dal precedente provvedimento), anch'essi chiusi se in fascia rossa. Per chi dovesse entrare successivamente nella zona con maggiori restrizioni ci sarà un automatismo. Previsti ristori anche per musei, centri commerciali e trasporti. Il meccanismo è sempre lo stesso: l'agenzia delle Entrate provvederà al bonifico per chi è già 'registrato', avendo avuto accesso agli indennizzi del decreto rilancio. Per gli altri, rimane il parametro del calcolo della perdita di fatturato registrata ad aprile 2020 – in pieno lockdown – rispetto allo stesso periodo del 2019.

Slitta invece l'arrivo di nuovi congedi parentali e bonus babysitter, che erano tra le richieste delle Regioni per far fronte alle nuove necessità delle famiglie causate dall'ultimo Dpcm. "Ci sarà bisogno di altri congedi ci saranno problemi per le famiglie quando andremo a prevedere la didattica a distanza per i bambini più piccoli", aveva ammesso Conte in conferenza stampa. Ma bisognerà aspettare la legge di bilancio, dove dovrebbe esserci un capitolo ad hoc per i nuclei famigliari, a partire dall'atteso assegno unico.

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