L'Italia divisa in aree gialla, arancione e rossa

Dopo giorni di trattative, il pronto nel pomeriggio di martedì viene firmato nella notte, e mentre le Regioni continuano a dissentire le ore passano e del domani non v'è certezza. La sintesi la fa il sindaco di Milano, Beppe Sala: "Caro Governo, sono le 6 di sera, un bar milanese sta chiudendo e ancora non sa se alle 6 di domani mattina potrà riaprire. Quando glielo facciamo sapere?". In effetti è buio da un pezzo quando Palazzo Chigi annuncia che tutte le nuove misure previste dall'ultimo dpcm saranno in vigore a partire da venerdì 6 novembre. Il rinvio, viene spiegato, è stato deciso dal governo per consentire a tutti di disporre del tempo utile per organizzare le proprie attività.

Stavolta il metodo di concertazione 'ascolto tutti, poi decido' da sempre predicato dal premier Giuseppe Conte si è inceppato in un tira e molla pressoché infinito. Il Dpcm viene firmato poco dopo mezzanotte, gli italiani dal mattino si aspettano la solita conferenza stampa per illustrare i provvedimenti, ma le ore passano e il premier non si vede. È ora di cena quando Conte parla di "situazione particolarmente critica" e di numeri in salita, con la divisione del territorio nazionale in tre aree: gialla, arancione e rossa. E annuncia la firma dell'ordinanza del ministro Speranza che assegna a ogni Regione il suo colore.

"Se introducessimo misure uniche in tutta Italia – spiega – produrremmo un duplice effetto negativo: non adottare misure veramente efficaci dove c'è maggior rischio e imporre misure irragionevolmente restrittive dove la situazione è meno grave". In area gialla ci sono Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia- Romagna, Lazio, Liguria. Oltre alle limitazioni previste dal precedente Dpcm – coprifuoco alle 22, musei chiusi, Dad per le superiori e mascherina obbligatoria dai 6 anni in su per chi resta in presenza- stop ai concorsi e centri commerciali chiusi nei weekend. I mezzi di trasporto possono essere riempiti solo a metà.

Nell'area arancione ci sono Puglia e Sicilia: oltre alle misure 'gialle' sono vietati gli spostamenti dai territori e nei territori, compresi i comuni; stop anche ai ristoranti.

Nell'area rossa ci sono Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta: vietato ogni spostamento anche nel proprio comune salvo che per ragioni di lavoro, necessità o salute. si fermano anche i negozi, tranne le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità (salvi i parrucchieri, chiusi i centri estetici). Ferme le attività sportive anche all'aperto e gli eventi e le competizioni organizzate dagli enti di promozione sportiva, salvo quelle riconosciute da Coni e dal Cip: possibile solo passeggiare in prossimità di casa con la mascherina o fare sport solo all'aperto e da soli. Per quanto riguarda la scuola, nelle zone rosse restano in presenza solo asili, elementari e prima media. "Non ci sono regioni in aree verdi, perché nessuno può sottrarsi. La pandemia corre e nessuna regione può essere esclusa", sottolinea Conte.

La divisione in tre aree del Paese è risultata, nei fatti, più difficile del previsto. Le limitazioni 'gialle' hanno incontrato critiche, come il coprifuoco alle 22 definito "una misura contro il randagismo" dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, mentre dalla Lombardia – data come 'rossa' insieme a Piemonte e Calabria – Attilio Fontana tuona: "Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all'ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile – attacca – Uno schiaffo in faccia. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita". Furibondo Nello Musumeci : ""La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a 'zona arancione' appare assurda e irragionevole – dice chiaro – Al governo chiediamo di modificare il provvedimento, perchè ingiusto e ingiustificato. Le furbizie non pagano". Ma Conte assicura i governatori: "Le ordinanze del ministero della Salute non saranno arbitrarie, ma fondate sulla base sulla base del monitoraggio e condivise con le Regioni. Non c'è uno scontro con le Regioni perché sono parte del sistema". Nelle varie fasce – da cui si potrà uscire per andare a misure meno restrittive dopo 14 giorni – è prevista anche la possibilità di singole zone rosse all'interno delle regioni, "anche se il monitoraggio è costruito su base regionale". Poi annuncia: "già questa settimana porteremo in consiglio dei ministri, speriamo di farcela domani sera, un decreto ristori bis – spiega – anche questa volta puntiamo a misure di sostegno immediate". Sulle risorse in dotazione "alla Ragioneria stanno lavorando ma sicuramente ci sono adeguati stanziamenti per il decreto. Potrebbero essere 1,5-2 miliardi", conferma spiegando che "Se ci fosse necessità di disporre ulteriore risorse dobbiamo essere pronti anche a presentarci in parlamento per un eventuale nuovo scostamento ma non lo abbiamo ancora deciso perché a quanto mi dicono le risorse ci sono". L'impatto del nuovo lockdown localizzato sui conti pubblici è ancora da calcolare: "Non ho la palla di vetro per dire se dovremo rivedere le stime che sono di un calo del 9% su base annua" spiega Conte sottolineando però che i tassi a 5 anni sui titoli pubblici sono prossimi allo zero il che significa " che i mercati ci stanno dando fiducia".

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