Il numeri nel report di Osservasalute. Ricciardi: "In prima fase sfuggiti a diagnosi 700mila con sintomi. Grave"

Sette regioni in codice rosso per i ricoveri, in questa seconda ondata di coronavirus in Italia, ma meno decessi: è quanto emerge dal report – aggiornato al 24 ottobre – dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute coordinato dal professor Walter Ricciardi, direttore dell'osservatorio a e dal direttore scientifico Alessandro Solipaca.

La pressione della pandemia si scarica soprattutto sulle strutture ospedaliere, in particolare nelle terapie intensive di 7 regioni che mostrano un aumento dei ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive molto sostenuto se confrontato con quello della fase acuta registrata ad aprile. Decessi per Covid-19 ridotti, invece, in questo inizio di seconda ondata rispetto alla prima, il numero di decessi tra febbraio e marzo aumentava giornalmente del 4,6%, mentre tra settembre e ottobre l'incremento è sceso sensibilmente, attestandosi allo 0,13. Rispetto alla prima fase – precisa il report – è confortante la "sensibile riduzione dei decessi, dovuta sia a una maggiore capacità di cura sia a una popolazione meno fragile. Questa ultima considerazione nasce dal fatto che nella prima fase sono decedute le persone più anziane e quindi meno in grado di resistere al virus, nonché dalla probabile diminuzione della popolazione suscettibile".

"È stato molto grave che, nella prima fase, circa 700mila siano 'sfuggiti' alla diagnosi pur avendo i sintomi riconducibili al virus e questo ha favorito sicuramente molti contagi che si sarebbero potuti evitare con un confinamento fiduciario", dice Walter Ricciardi nella nota che accompagna il report Osservasalute sui dati dell'epidemia Covid in Italia. Dai dati relativi all'indagine sierologica condotta dall'Istituto Nazionale di Statistica e dall'Istituto Superiore di Sanità (Istat-ISS), infatti il 66% dei positivi ha dichiarato di aver avuto i sintomi riconducibili al virus. In particolare, il numero stimato di persone con anticorpi SARS-CoV-2 e sintomi era pari a 981mila, mentre alla data del 27 luglio i contagiati totali registrati erano 246mila, cioè oltre 700mila in meno.

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