I contagi da Coronavirus iniziano ad essere fuori controllo. Ma, dopo il lavoro enorme fatto in estate, la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina non intende cedere a una nuova chiusura delle scuole. Così scrive ad Attilio Fontana e Vincenzo De Luca per chiedere che i cancelli vengano riaperti e per un confronto sulle criticità.

Nella lettera a Fontana, che ha stabilito la didattica a distanza per gli istituti superiori, la ministra ribadisce la disponibilità del ministero alla "più ampia collaborazione per la tutela della salute e della sicurezza". In cambio, chiede di contribuire, "con oculatezza, attenzione e capacità di confronto, in spirito di unità e responsabilità collettiva", a garantire pienamente il diritto all'istruzione.

Non sembra voler arretrare il presidente della Regione, che considera la dad necessaria, vista la curva epidemiologica della Lombardia, che è schizzata anche per il sovraffollamento dei mezzi pubblici dovuto, sostiene, ai ragazzi che frequentano le scuole secondarie. Fontana chiude il confronto: "Se il ministro reputa eccessivi e non idonei i nostri provvedimenti può impugnarli". A fare da intermediario è il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, in contatto con Fontana, Azzolina e con il sindaco di Milano Giuseppe Sala per trovare una soluzione condivisa sulla percentuale di didattica a distanza da applicare alle scuole lombarde. "Serve grande collaborazione e buon senso", afferma, indicando come un buon compromesso le ordinanze di Lazio, Piemonte e Basilicata.

A De Luca, Azzolina chiede di sfruttare la flessibilità organizzativa concessa dal governo per "modulare le turnazioni pomeridiane e gli orari di ingresso degli istituti superiori, che non dovrebbero avvenire prima delle 9 del mattino", per arginare i contagi senza chiudere le scuole. Per i più piccoli, scrive: "Auspico che si riesca a consentire sollecitamente la ripresa dello svolgimento in presenza delle lezioni". E ricorda che il ministero ha "sempre offerto tutto il necessario per il prosieguo della gestione emergenziale e continuerà a farlo. È imprescindibile proseguire insieme nelle riunioni di coordinamento regionale e locale previste nel documento di pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative. Il piano scuola".

Anche il premier, Giuseppe Conte, rassicura le famiglie: "Solo per le scuole secondarie di secondo grado sono previste modalità ancora più flessibili di organizzazione dell'attività didattica e la ministra Azzolina vigilerà perché questo avvenga, che contemplano ingressi degli studenti scaglionati, con possibilità di ricorrere anche ai turni pomeridiani".

Sui turni scaglionati e pomeridiani, il governatore della Toscana Eugenio Giani si spinge a proporre la revoca dell'autonomia scolastica nel prossimo Dpcm, in modo da "dare la possibilità di avere indicazioni precise sugli orari di ingresso e di uscita, cosicché si possa parlare con una voce sola". Un'ipotesi che Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, giudica "fantasiosa quanto infondata": "L'autonomia scolastica è tutelata dall'art. 117 della Costituzione – ricorda – e non posso immaginare che si voglia revocare anche la Costituzione!". Al di là degli aspetti legali, fa presente, l'autonomia consente a ogni scuola di "valutare al meglio le esigenze, formative e non solo, del proprio bacino di utenza. Ragion per cui andrebbe semmai potenziata".

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