La Francia torna a registrare 10 mila nuovi casi in 24 ore, grande preoccupazione per la Spagna mentre Londra impone restrizioni nel nord dell'Inghilterra 

 La situazione è grave, il Covid è tornato a "tassi di trasmissione allarmanti". Mentre il Vecchio continente registra preoccupanti nuovi aumenti di contagi di Covid-19, in contemporanea con la riapertura delle scuole, il direttore europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Hans Kluge mette in guardia dal desiderio di 'rilassarsi'. In particolare, ha raccomandato ai governi di non ridurre il periodo di 14 giorni di quarantena per chi potenzialmente sia stato esposto al coronavirus, pur ammettendo il complesso contesto di crescente resistenza pubblica e stanchezza. "Anche una minima riduzione della quarantena" potrebbe avere un grave effetto sulla diffusione della malattia", ha detto, mentre l'Oms ha confermato che nei 53 Paesi della regione nell'ultima settimana sono stati confermati 300mila nuovi contagi. Inoltre, in più della metà dei casi in due settimane l'aumento è stato di oltre il 10%. Dati che, secondo Kluge, dovrebbero "essere un campanello d'allarme per tutti noi". Il virus "è spietato, quando faziosità e disinformazione prevalgono", ha aggiunto.

 La scorsa settimana la Francia – che giovedì ha superato i 10mila nuovi casi in 24 ore – ha ridotto la quarantena per i potenziali contagiati da 14 a sette giorni, affermando che, in ogni caso, molte persone non rispettavano l'intero periodo. L'Oms sottolinea però che quelle due settimane sono raccomandate sulla base di dati scientifici su periodo d'incubazione e tendenze di trasmissione. Vari Paesi, prevede l'Oms, pensano di imitare la Francia, ma l'organizzazione lo sconsiglia con forza. Kluge ha parlato con la mascherina indosso, mentre nelle precedenti conferenze stampa i leader dell'Oms solitamente non la indossavano: non casuale, ma "un chiaro segnale: la situazione peggiorerà".

 Intanto, il governo britannico fa i conti con numeri di nuovi casi mai registrati da maggio (mercoledì +3.991) e ha imposto nuove restrizioni nel nordest dell'Inghilterra. Il segretario alla Salute, Matt Hancock, ha presentato alla Camera dei Comuni le nuove misure, tra cui il divieto di incontri tra persone di nuclei abitativi diversi, la chiusura dei locali dalle 22 alle 5, l'obbligo per bar e ristoranti di servire solo ai tavoli. Hancock ha anche promesso 2,7 miliardi di sterline di fondi al National Health Service quest'inverno. "La battaglia contro il coronavirus non è finita", ha detto, "con l'inverno all'orizzonte dobbiamo prepararci". Prima, il premier Boris Johnson – la cui gestione della crisi torna a essere fortemente criticata – aveva annunciato nuove misure rigide per "proteggere" il Natale.

 E mentre Madrid preannuncia "limitazioni alla mobilità e la riduzione di attività nelle aree a maggior trasmissione", Israele è entrato nel suo secondo lockdown. Un blocco di tre settimane che 'rovina' il Rosh Hashana, Capodanno ebraico che mancherà delle consuete riunioni con familiari e amici. Nelle scorse settimane i contagi sono aumentati fino ad arrivare mercoledì a oltre 5mila, tra i tassi d'infezione più alti al mondo. A New York il sindaco Bill de Blasio ha invece di nuovo annunciato il rinvio dell'apertura delle classi scolastiche. Un milione di bambini e ragazzini continuerà con l'apprendimento remoto, alle elementari sino al 29 settembre, ai licei all'1 ottobre. Serve più tempo, ha spiegato, per adeguare gli edifici scolastici.

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