Irlanda batte Israele 3-0, niente stretta di mano e lutto al braccio per Gaza. Il ct: “Abbiamo dato un segnale”

Irlanda batte Israele 3-0, niente stretta di mano e lutto al braccio per Gaza. Il ct: “Abbiamo dato un segnale”
Israele-Irlanda, match valido per la Nations League, Debrecen, Ungheria, 27 settembre 2026 (Zsolt Czegledi/MTI via AP)

Giocatori in protesta durante il match di Nations League. Assente il portiere Bazunu, in solidarietà con il popolo palestinese

L’Irlanda è al fianco del popolo palestinese. L’ennesima prova è stata data dalla nazionale di calcio che, in occasione del match di Nations League contro Israele, ha voluto dare un segnale. Durante il pre-partita i giocatori delle due squadre non si sono stretti la mano e la formazione irlandese (con il lutto al braccio) ha chinato il capo al momento dell’esecuzione dell’inno dello Stato ebraico. Non c’è stato nemmeno lo scambio di gagliardetti tra il capitano dei “Boys in Green”, Dara O’Shea, e quello di Israele, Manor Solomon, i quali non si sono dati la mano.

Il match tra Israele e Irlanda

La nazionale irlandese ha poi vinto la partita (andata in scena al Nagyerdei Stadion di Debrecen, in Ungheria) con un netto 3-0 grazie alle reti di Troy Parrott (13′), Adam Idah (16′) e Jack Moylan (25′). Dopo due giornate di Nations League, la squadra guidata da mr. Hallgrimsson è al terzo posto del gruppo G con 3 punti mentre Israele è ultimo con zero punti.

Irlanda batte Israele 3-0, niente stretta di mano e lutto al braccio per Gaza. Il ct: “Abbiamo dato un segnale”
Israele-Irlanda, match valido per la Nations League, Debrecen, Ungheria, 27 settembre 2026 (Zsolt Czegledi/MTI via AP)

Il possibile ritiro e la votazione nello spogliatoio

Come ricorda la BBC, i calciatori dell’Isola di smeraldo sono stati esortati a ritirarsi dagli incontri a causa del conflitto in corso tra Israele e Gaza, con la campagna “Stop The Game” – organizzata dal gruppo di pressione “Irish Sport for Palestine” – che ha guadagnato sempre più slancio. “È stato molto difficile per tanti giocatori”, ha dichiarato il ct Heimir Hallgrimsson all’emittente RTE dopo la partita. “Spero che questo non accada nella prossima partita, perché hanno mostrato sostegno alla protesta e hanno sensibilizzato l’opinione pubblica mondiale – non solo in Irlanda – su questo tema; ed è proprio questo, di solito, lo scopo di una protesta: far conoscere una situazione”, ha aggiunto. 

Il portiere Gavin Bazunu non è sceso in campo

La nazionale ha deciso di giocare il match contro Israele nonostante i seri dubbi emersi a pochi giorni dall’incontro. La scelta è stata presa in seguito a una votazione, con la larga maggioranza dei giocatori che hanno espresso l’intenzione di scendere in campo in Ungheria. Un calciatore in particolare, il portiere Gavin Bazunu, ha deciso di non voler disputare la partita.

“Sento che sarebbe sbagliato partecipare ai prossimi impegni contro Israele. La mia decisione è basata su ciò che credo, ovvero che uccidere persone innocenti è sbagliato“, ha scritto il 24enne di Dublino su Instagram. “E’ importante precisare che la mia decisione non è contro il popolo di Israele o la comunità ebraica, bensì contro le atrocità nella regione. Ci sono alcuni momenti in cui si ha la possibilità di impegnarsi per una causa più grande e io credo fortemente che questo sia uno di questi momenti”.

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