Leo Messi piange la perdita del padre Jorge e sfoga il suo dolore con un lungo post sui social. “Papà, ancora non riesco a credere che te ne sia andato. Non me ne rendo conto, o meglio, non voglio rendermene conto. Mi è molto difficile immaginare che non ti vedrò più, che non parleremo più. So che stavi soffrendo e che è la cosa migliore, ma te ne sei andato troppo presto. Ci restava ancora tanto da vivere e da goderci insieme”, scrive il fuoriclasse argentino nel messaggio dedicato al papà, scomparso l’8 agosto scorso a seguito del complicarsi di una lunga malattia.
“Mi chiedevi così tanto di giocare l’ultimo Mondiale e, pochi giorni prima dell’inizio, è stato proprio quando sei stato peggio. Era la prima volta che non saresti stato presente a un torneo, ma mamma mi diceva che saresti stato meglio e che ti saresti rimesso in tempo per poter viaggiare. Io ti dicevo che saremmo arrivati in finale, così saresti potuto venire. Ogni volta che finiva una partita aspettavo e sentivo la mancanza del tuo messaggio”.
“È stato allora che ho capito che la situazione era davvero brutta. Eppure continuavo a pensare ad andare il più lontano possibile, per darti tempo e permetterti di vedere almeno una partita. Siamo arrivati in finale e tu non hai potuto esserci. Volevo vincerla per portartela e mostrarti una nuova Coppa. Non ci sono riuscito, le gambe non mi reggevano più. Questa volta ho provato ad andare contro il mio fisico, ma non ce l’ho fatta. Non sono mai riuscito a sentirmi bene”, prosegue il campione di Rosario.
“Quando sono arrivato, tu pensavi che avessimo perso la finale ai rigori. Non abbiamo potuto parlare di nulla di tutto quello che era successo. Non hai potuto goderti niente. Non siamo diventati campioni, ma non sai quanto ci siamo goduti ogni partita. Ancora una volta avevi ragione: dovevo esserci e giocarlo. Ti racconto tutto questo perché è stata l’unica cosa di cui non abbiamo potuto parlare, perché per il resto sai già tutto. Ci parlavamo ogni giorno e ci vedevamo quando era possibile, compatibilmente con i miei impegni. Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti. Io giocavo soltanto a calcio e ora ho molti dubbi sul fatto che continuerò a farlo ancora per molto tempo”.

“Sei stato al mio fianco fin dall’inizio, mancava così poco alla fine. Perché non hai resistito ancora un po’ e non abbiamo finito questo percorso insieme? So che la tua felicità era vedere bene la tua famiglia, tua moglie, i tuoi figli e, soprattutto, senza che gli altri lo sapessero, vedere giocare me… Fin da quando ero piccolo è sempre stato così. Mi portavi a tutti gli allenamenti appena tornavi dal lavoro. A molti mi accompagnava mamma perché tu stavi lavorando. Ovviamente, alle partite non ne saltavi una. Quanto soffrivi nel vedermi giocare e quanto eri felice, anche se non mi facevi mai troppi complimenti”.
“Sei stato papà, amico e procuratore. Sei sempre stato la persona che dovevi essere in ogni momento e non hai mai sbagliato nulla. Al di là di qualche rimprovero o litigio, avevi sempre ragione. Alla fine le cose andavano sempre come dicevi tu. Mi mancherai tantissimo, ma sarai sempre presente, soprattutto nell’educazione dei miei figli, perché insegno loro e li educo come avete fatto voi con me. Riposa in pace e prenditi cura di noi da lassù, come facevi qui. Grazie di tutto. Ti amo, papà”.

