Diana Bianchedi, Malagò la sceglie come capodelegazione azzurra: è scontro con il Coni

Diana Bianchedi, Malagò la sceglie come capodelegazione azzurra: è scontro con il Coni
Diana Bianchedi (Foto AP/Luca Bruno)

Il Comitato olimpico: “Valutare incompatibilità”. La replica della Figc: “Nessun conflitto di interessi”

Diana Bianchedi è stata scelta da Giovanni Malagò come capodelegazione azzurra, e subito è scoppiata una nuova grana per il presidente della Figc. “Sento energia e positività. Sento che ci sono le premesse per fare qualcosa di importante”, ha detto Malagò in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, definendo quella di Bianchedi “una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana (Bianchedi, ndr) gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni. Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi…”.

Un dialogo che rischia di finire ancora prima di cominciare, però.

Il Coni: “Valutare opportunità e incompatibilità”

È infatti il Coni, fino a pochi mesi fa il ‘regno’ di Malagò, a prendere subito una posizione netta: “In relazione a quanto apparso oggi su alcuni organi di stampa relativamente a un annunciato incarico di rilievo in ambito Figc per il vicepresidente vicario del Coni, si comunica che, ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta Nazionale”, recita una nota del Comitato olimpico.

Il nodo è l’articolo 7 comma 4 dello statuto, che recita: “I componenti della Giunta Nazionale, qualora vengano a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi, sono considerati incompatibili con la carica che rivestono, e debbono essere dichiarati decaduti. Nel caso il conflitto d’interessi sia limitato a singole deliberazioni o atti, il soggetto interessato deve astenersi dal prendere parte alle une o agli altri”. La valutazione, dunque, risiederebbe nel constatare se Bianchedi in un ruolo di vertice del Coni al di sopra della piramide sportiva sia compatibile con un ruolo, seppur non politico, ricoperto in una federazione che rientra nell’alveo del Comitato olimpico nazionale. Se dovesse essere appurata l’incompatibilità del ruolo in Figc, Bianchedi sarebbe costretta a rifiutare tale incarico oppure dimettersi per evitare la decadenza dal Coni.

La replica della Figc: “Nessun conflitto d’interessi, ruolo di rappresentanza”

“Non si ravvisa nessun conflitto di interessi nella nomina di Diana Bianchedi, vicepresidente e membro della Giunta Coni, a capodelegazione della Nazionale”. Lo apprende LaPresse da fonti della Figc alla luce del comunicato del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che in seguito all’annuncio della decisione presa dal presidente federale Giovanni Malagò aveva annunciato come fossero stati “prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta Nazionale”. “Si tratta di un ruolo di mera rappresentanza – fanno sapere da via Allegri – Non c’è una norma statale né statutaria che preveda espressamente un’incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale” né “si ritiene che l’incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall’articolo 7 dello statuto del Coni”.

Diana Bianchedi: chi è la dirigente al centro dello scontro

Diana Bianchedi è effettivamente ‘estranea’ finora al mondo del calcio. È stata due volte oro olimpico, nel fioretto a squadre, a Barcellona 1992 e Sidney 2000.

Conclusa la carriera agonistica, ha intrapreso la carriera di dirigente sportivo: il 18 aprile 2001 fu eletta (prima donna ed esponente più giovane di sempre) vicepresidente nell’esecutivo del Coni; laureata in medicina e chirurgia e specializzata in Medicina dello Sport, negli anni si è occupata attivamente del contrasto al doping per il Comitato Olimpico e per il Ministero della Salute. Nel Coni è stata anche presidente della commissione atleti, membro del consiglio nazionale, presidente della commissione benemerenze, membro di delegazione ai Giochi olimpici. Per il Coni ha coordinato le candidature di Milano ad ospitare la sessione 2019 del Comitato Olimpico Internazionale (vittoriosa), di Roma come città ospitante delle Olimpiadi 2024 (ritirata per decisione governativa) e quella di Milano e Cortina d’Ampezzo per i XXV Giochi olimpici invernali (vittoriosa); da aprile 2020 fa parte del relativo comitato organizzatore, col ruolo di Chief Strategy Planning & Legacy Officer.

Nel 2025 è stata eletta vicepresidente del Coni.

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