Lutto nel mondo del calcio. È morto all’età di 91 anni Osvaldo Bagnoli, allenatore dell’Hellas Verona quando vinse lo storico scudetto nella stagione 1984-1985. Il tecnico ha allenato, tra le altre, anche Genoa e Inter.
Osvaldo Bagnoli e gli anni storici alla guida dell’Hellas Verona
Osvaldo Bagnoli è stato lo storico allenatore dell’Hellas Verona campione d’Italia nel 1985. Un’impresa che fa entrare il tecnico nato e cresciuto a Milano, nel quartiere popolare della Bovisa, nella leggenda del calcio italiano per aver trascinato allo scudetto una realtà piccola e di provincia come era successo in passato solo al Cagliari di Gigi Riva.
Allenatore pragmatico, esponente della scuola italiana, pur con un carattere schivo e a tratti burbero, Bagnoli aveva nella capacità di creare un ottimo rapporto con i giocatori una delle sue peculiarità migliori. Il suo “catenaccio” era in realtà un calcio tremendamente efficace, con calciatori fisicamente prestanti capaci di giocare box to box, per dirla all’inglese, come il tedesco Hans-Pieter Briegel e il danese Preben Elkjaer Larsen.
Prima dello storico scudetto, con l’Hellas Bagnoli centra anche la promozione dalla Serie B nel 1981-1982, un quarto posto in campionato e due finali di Coppa Italia. Dopo nove anni Bagnoli lascia il Verona con una dolorosa retrocessione causata dai gravi problemi economici del club.

Tutti i club allenati da Bangoli
Dopo una discreta carriera di calciatore con le maglie tra l’altro di Milan, Verona, Udinese e Spal, Bagnoli inizia la sua carriera da allenatore a Verbania per poi passare alla Solbiatese e al Como. Ma è a Rimini che si mette in mostra per la prima volta, ottenendo una insperata salvezza nel 1977-1978. Dopo le esperienze di Fano e Cesena, i nove anni di Verona. Quindi l’approdo al Genoa, che porta al quarto posto in campionato e a scrivere pagine di storia del calcio italiano come la grande vittoria ad Anfield contro il Liverpool in Coppa Uefa.

Meno fortunata l’ultima esperienza di Bagnoli alla guida dell’Inter, chiamato a sostituire Giovanni Trapattoni. Sulla panchina dei nerazzurri, alla prima esperienza nella sua città, Bagnoli ottiene al massimo un secondo posto in campionato dietro al Milan degli invincibili di Fabio Capello, nella stagione 1992-1993. L’anno dopo, nonostante gli acquisti dall’Ajax di Win Jonk e Dennis Bergkamp, l’Inter non ingrana e Bagnoli viene esonerato. E’ di fatto la fine della carriera del tecnico milanese, che a soli 59 anni si ritira a vita privata di fatto sparendo dal mondo di quel calcio che pure tanto gli aveva regalato.
Malagò: “La sua impresa col Verona tra le pagine più belle del nostro calcio”
La Figc e il presidente Giovanni Malagò piangono la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, allenatore del Verona campione d’Italia nella stagione 1984/85 e membro dal 2017 della Hall of Fame del Calcio Italiano morto oggi all’età di 91 anni.
“La sua grande umanità – dichiara Malagò – e la profonda conoscenza del calcio gli hanno permesso di guadagnarsi la stima e la fiducia dei suoi giocatori e di conquistare alla guida del Verona uno degli Scudetti più sorprendenti di sempre. Quell’impresa resta una delle pagine più belle e sentimentali del nostro calcio. Da grande allenatore qual era sapeva valorizzare i calciatori che aveva a disposizione, anteponendo sempre il gruppo alle individualità”.
Inter: “Indimenticato allenatore, vicini alla famiglia”
“L’Inter esprime il proprio cordoglio per Osvaldo Bagnoli, indimenticato allenatore della Prima Squadra tra il 1992 e il 1994. Il Club si stringe attorno alla famiglia in questo momento di lutto”. Così l’Inter ha commentato la scomparsa a 91 anni di Osvaldo Bagnoli.

