Iran e Nuova Zelanda hanno pareggiato 2-2 nella loro partita d’esordio ai Mondiali 2026, valida per il gruppo G e disputata davanti a 70mila spettatori al SoFi Stadium di Los Angeles. I neozelandesi sono passati in vantaggio due volte, ma la formazione iraniana ha saputo reagire in entrambe le occasioni, conquistando un punto prezioso. La Nuova Zelanda ha sbloccato il risultato al 7′ con Elijah Just, autore anche del momentaneo 2-1 al 55′. Per l’Iran sono andati a segno Ramin Rezaeian al 32′ e Mohammad Mohebi al 64′, firmando il definitivo 2-2.

Alcuni tifosi iraniani si voltano durante l’inno: striscioni di protesta contro il regime
Mentre diverse centinaia di iraniani americani protestavano contro il governo degli Ayatollah all’esterno dello stadio, molti tifosi hanno fischiato e voltato le spalle al campo durante l’inno nazionale. Decine di emblemi del Leone e del Sole, il simbolo della bandiera ufficiale dell’Iran prima della rivoluzione del 1979, sono stati esposti tra la folla nonostante i tentativi della Fifa di tenerli lontani, mentre altre decine di tifosi indossavano le magliette con gli stessi simboli. Esposto anche uno striscione per ricordare l’uccisione di 42.000 cittadini iraniani da parte della Repubblica Islamica durante le proteste del gennaio 2026. Tuttavia, la stragrande maggioranza del pubblico ha sostenuto a gran voce i giocatori iraniani una volta iniziato il match.
La squadra iraniana rientrata in Messico subito dopo la partita
L’allenatore della squadra iraniana Amir Ghalenoei, ha dichiarato che è stato ordinato loro di lasciare gli Stati Uniti e tornare alla base di allenamento in Messico solo poche ore dopo l’esordio nella partita finita 2-2 contro la Nuova Zelanda. La squadra si aspettava di trascorrere la notte in California per ottimizzare il normale processo di recupero, ma subito dopo il match è stato comunicato a tutti che dovevano salire immediatamente su un aereo per il viaggio di 225 km di ritorno a Tijuana. “Non ci hanno nemmeno dato il tempo di recuperare”, ha detto Ghalenoei tramite un interprete, “dopo la partita di oggi, ci hanno detto: ‘Dovete partire immediatamente’. Per noi è molto importante avere tempo per recuperare, ma ci viene chiesto di salire su un aereo e tornare al nostro ritiro a Tijuana, e questo ci preoccupa molto”. Il capitano dell’Iran Mehdi Taremi ha aggiunto: “Dobbiamo lasciare Los Angeles subito, e non è una buona cosa per noi. Penso che la Fifa debba aiutarci di più. … In realtà, per noi è tutto un disastro”.

