Mourinho: “Triste Italia fuori dai Mondiali, punterei su Malagò e Allegri”

Mourinho: “Triste Italia fuori dai Mondiali, punterei su Malagò e Allegri”
Josè Mourinho (Foto Fabio Ferrari/LaPresse)

L’ex tecnico giallorosso: “Roma è il posto più bello della mia carriera”

Crisi del calcio Italiano? È triste. Quando non vi siete qualificati ero con Rui Costa e non ci volevamo credere: ‘Com’è possibile che la nostra Italia non ce l’abbia fatta?’, ci chiedevamo. Però è reale, è successo”. Così l’ex tecnico di Roma e Inter José Mourinho in una intervista rilasciata a Sport Mediaset. “Un ct straniero? Non sono d’accordo: non penso che serva un allenatore straniero. L’Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l’esperienza… Non puoi avere Carletto (Ancelotti, ndr), ma puoi avere Max (Allegri, ndr), Antonio (Conte, Ndr) e ce ne sarebbero sicuramente anche altri…Però ci sono delle cose che si devono ripensare. Vedo per esempio un Paese come il Portogallo con 10 milioni di abitanti: le competizioni per i giovani, le condizioni di lavoro… ci sono differenze incredibili. Poi si vede la qualità dei giocatori portoghesi che escono ogni settimana con il ct in difficoltà nel scegliere quali giocatori escludere”, ha aggiunto lo Special One, che ha le idee chiare sui nomi su cui puntare per far ripartire il movimento azzurro. “L’Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L’Italia è fortissima in tanti sport olimpici – ha concluso il tecnico del Benfica – Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max“.

“Roma il posto più bello della mia carriera, ambiente incredibile”

“Per me Roma è stato il posto più bello della mia carriera. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, l’Olimpico sempre pieno, quello che la gente sente per i giocatori. Il livello di esigenza è alto? Non è un dramma, perché poi quando abbiamo vinto la Conference la festa è stata pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così. Ma la mia Roma è finita. Perché? Non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare”, dice invece Mourinho in un’intervista al Giornale. A proposito dell’Inter, che domenica potrebbe vincere lo scudetto, lo Special One racconta che “mi fa piacere per Chivu, anche se quando lo allenavo non avrei mai pensato che potesse fare l’allenatore. Era un ragazzo per bene e tranquillo, un bravissimo giocatore, però non sembrava un predestinato. È stato intelligente: ha studiato, ha fatto la gavetta nelle giovanili, ha imparato nel modo giusto. Non è nato allenatore per generazione spontanea – ha concluso – Io di nuovo al Real Madrid o un giorno alla Juve? No, il mio prossimo traguardo è portare il Benfica in Champions”, ha concluso il portoghese.

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