Marie-Louise Eta all’Union Berlino: “Non sono uno spot ma un’allenatrice”

Marie-Louise Eta all’Union Berlino: “Non sono uno spot ma un’allenatrice”
Marie-Louise Eta, Berlino, Germania, 18 aprile 2026 (AP Photo/Ebrahim Noroozi)

La 34enne di Dresda è la prima donna alla guida di una squadra maschile in uno dei cinque principali campionati europei di calcio

“Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario. Non sono un’operazione di immagine, ma la persona giusta per questo ruolo”. Lo ha detto la nuova allenatrice dell’Union Berlino, Marie-Louise Eta, in un’intervista a Die Zeit e al Guardian. La prima donna alla guida di una squadra maschile in uno dei cinque principali campionati europei di calcio è stata chiamata ad allenare il club berlinese in una fase estremamente delicata della stagione, con la società tedesca in difficoltà e coinvolta nella lotta per non retrocedere in Bundesliga.

L’incarico all’Union Berlino

L’incarico è arrivato all’improvviso, con una telefonata del presidente Dirk Zingler: “Mi ha detto: tocca a te, conto su di te”. Nonostante l’enorme attenzione mediatica internazionale – con decine di giornalisti presenti alla sua prima conferenza stampa – Eta ha ribadito di voler essere giudicata esclusivamente per il lavoro sul campo: “Il mio obiettivo non è mai stato rafforzare il ruolo delle donne, ma convincere con le prestazioni”.

Marie-Louise Eta e il peso della sua posizione

Allo stesso tempo, l’allenatrice riconosce il peso della sua posizione: “Capisco l’interesse, ha un significato sociale e comporta una responsabilità, che lo voglia o no”. “Se posso ispirare altre ragazze, ne sono felice. La visibilità è importante”. Dal punto di vista tecnico, Eta punta a coniugare uno stile di gioco propositivo – ispirato a tecnici come Pep Guardiola e Xavi – con i punti di forza tradizionali dell’Union. “Bisogna ricordare cosa ci ha reso forti: coesione e disciplina. Ma per vincere bisogna anche creare occasioni”, ha spiegato, sottolineando come la squadra stia cercando di assimilare i suoi principi.

Nel suo percorso non sono mancati episodi di discriminazione: “Da giovane sentivo dire: non farti battere da una ragazza. Mi sono fatta la pelle dura, so difendermi e so anche rispondere”. Tuttavia, ha rimarcato, “nel calcio professionistico tutti devono dimostrare ogni giorno il proprio valore”. Eta, che dovrebbe assumere la guida della squadra femminile dalla prossima stagione, resta per ora alla guida dell’Union con l’obiettivo di centrare la salvezza. “Non si tratta di genere, lavoro con individui: conta capire cosa serve a ciascuno per dare il meglio”. 

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