Bosnia-Italia, i media locali: “Una spia al nostro allenamento”. Ma era solo un militare curioso

Bosnia-Italia, i media locali: “Una spia al nostro allenamento”. Ma era solo un militare curioso
La nazionale bosniaca di calcio in allenamento al Butmir training centre, Sarajevo, 30 marzo 2026 (AP Photo/Armin Durgut)

Un’altra polemica infiamma le ore precedenti al big match. La Federazione azzurra è del tutto estranea alla vicenda

Dopo il “caso Dimarco”, un’altra polemica infiamma le ore che precedono Bosnia-Italia, finale dei playoff Mondiali 2026 in programma questa sera a Zenica. Secondo i media bosniaci lunedì, durante l’allenamento dei padroni di casa, la security avrebbe sorpreso un intruso a spiare la sessione tecnica.

In realtà, dopo gli accertamenti del caso, la persona, immortalata anche da una serie di foto sui social e vestita in tuta mimetica, sarebbe un militare italiano presente per la missione coordinata dall’Unione Europea (Eufor) nei Balcani. Proprio come avvenuto per l’esultanza di Dimarco a Bergamo, dopo i rigori tra Bosnia e Galles, i media bosniaci hanno cavalcato la polemica accusando l’Italia di aver inviato una spia a seguire e filmare l’allenamento di Dzeko e compagni anche oltre i 15 minuti concessi dalla Uefa. In realtà la Federazione azzurra è del tutto estranea alla vicenda.

Il caso Dimarco

Al termine della partita tra Italia e Irlanda del Nord a Bergamo, vinta 2-0 dagli azzurri e valida per la semifinale playoff dei Mondiali, Federico Dimarco e Pio Esposito sono stati ripresi mentre seguivano i calci di rigore tra Bosnia e Galles. L’esterno dell’Inter e della Nazionale italiana è stato inquadrato dalle telecamere Rai mentre esultava per la vittoria della formazione guidata da Sergej Barbarez.

“Rispetto qualsiasi club e qualsiasi nazionale, è stata una reazione istintiva. Subito dopo mi sono congratulato con Edin Dzeko, gli ho fatto i complimenti, è un calciatore che ha giocato due anni con me e sono felicissimo che abbia passato il turno. Lui mi ha risposto dicendomi “che vinca il migliore”, giustamente”, ha detto Dimarco in conferenza stampa. “Non ho mancato di rispetto alla Bosnia. Mi è stato dato dell’arrogante. C’è poco da esserlo, con che diritto, manchiamo da due Mondiali. Non ha senso. E’ stato poco rispettoso essere ripreso in un contesto in cui c’erano amici, familiari e soprattutto bambini”.

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