Nervi tesi in casa Inter alla vigilia della sfida contro il Bodo Glimt a San Siro, ritorno del playoff di Champions League. I nerazzurri sono chiamati a ribaltare il 3-1 dell’andata per restare in corsa nella massima competizione europea. Nella conferenza stampa della vigilia, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu non ha preso bene la domanda provocatoria di un giornalista norvegese, che gli ha chiesto se sarebbe “vergognoso” uscire contro una piccola squadra come il Bodo.
“Noi rispettiamo il Bodo, voi non rispettate noi”
“Niente è una vergogna. Noi rispettiamo il Bodo e gli facciamo anche i complimenti per quello che hanno fatto, voi invece non rispettate noi”, ha detto Chivu. “Ride pure…”, ha aggiunto il tecnico visibilmente infastidito dall’atteggiamento del cronista nordico. “Se San Siro può fare la differenza? Sicuramente una cosa importante è che i giocatori ritrovano l’erba“, ha replicato Chivu con chiaro riferimento alla gara di andata giocato su un campo in erba sintetica non all’altezza. Su cosa ha insegnato la gara di andata, Chivu non ha dubbi: “Che non sarebbe stato semplice, le condizioni climatiche, dovevamo adattarci al meglio e non siamo stati in grado di farlo, o solo a tratti. Sapevamo che tutto quello che avevano fatto di buono, non era casualità, sapevamo che ci potevano mettere in difficoltà. In alcuni momenti non siamo stati all’altezza e speriamo non accada di nuovo”, ha detto Chivu.
Lautaro ancora fuori
L’Inter dovrà fare a meno di Lautaro, infortunato: “Noi abbiamo tanti leader, chi scende in campo si sente responsabile, tutti hanno fatto bene, si sentono coinvolti e in fiducia, sanno che il loro contributo è fondamentale. Mi prendo tutto quello che è la nostra fame, il nostro lavoro, la nostra umiltà e la nostra crescita, spero di continuare a marciare su questi fondamenti”, ha evidenziato Chivu. “Questi ragazzi hanno convinzione, lo dimostrano da tre mesi anche tra alti e bassi che non hanno tolto fiducia, autostima, cultura del lavoro per essere competitivi. Non c’entra una partita, una battaglia persa, conta esserci colpo su colpo, dare sempre il massimo ed essere la miglior versione”. L’Inter si avvicina alla partita “con la stessa serenità e tranquillità che cerchiamo di avere a fine stagione. Non cambia niente, bisogna essere consapevoli di poter vincere e non pensare alla pressione di dover fare 2-3 gol per passare il turno. Servirà serenità per capire i momenti, ma anche consapevolezza di poter ribaltare la sfida di andata e grande attenzione perché il Bodo è pericoloso in transizione”. Sul possibile ritorno di Dumfries tra i convocati, non si è sbilanciato. “Vedremo”, si è limitato a dire.
Dimarco: “Siamo l’Inter, dobbiamo provarci”
Del delicato match di San Siro contro il Bodo ha parlato anche Federico Dimarco: “Siamo l’Inter, abbiamo il dovere di provarci. Dobbiamo preparare la partita nel migliore dei modi e fare una partita da Inter”, ha detto l’esterno nerazzurro. “Ovviamente affrontiamo un avversario forte, che ha dei valori, ed è molto organizzato perché non vinci a caso con il Manchester City e l’Inter”, ha aggiunto Dimarco, che in conferenza stampa si è anche soffermato sulla lotta per il titolo in Serie A. “Scudetto più vicino? Siamo a febbraio, mancano 12 partite e non ci sentiamo nulla più vicino. Ci sono tanti punti di distacco, dieci? Ma mancano anche tante partite”. “Se ripenso a quello che abbiamo passato l’anno scorso…Ne siamo usciti da grande squadra col lavoro nostro e quello del mister e del suo staff. Non è da tutti, era un momento di grande difficoltà, almeno parlo per me stesso. Sono contento perché questo gruppo si merita tanto, e poi c’è da dire che quest’estate tante squadre si sono rinforzate e puntano a vincere come noi”.

