Marotta difende Bastoni e risponde a Saviano: “Ci penseranno gli avvocati”

Marotta difende Bastoni e risponde a Saviano: “Ci penseranno gli avvocati”
(AP Photo/Luca Bruno)

Il presidente dell’Inter duro contro lo scrittore: “Non so neanche chi sia e che ruolo abbia”

Beppe Marotta difende Alessandro Bastoni, vittima a suo dire di una “gogna mediatica” dopo l’episodio di Inter-Juventus, e risponde in modo duro a Roberto Saviano, preannunciando una possibile querela. Il presidente dell’Inter è tornato su quanto accaduto sabato al suo arrivo in Lega calcio oggi per l’assemblea odierna. Dopo le polemiche arbitrali e la presa di posizione del designatore Rocchi contro i simulatori, Marotta dice: “La nostra posizione è semplicissima, sono qua perché abbiamo notato che c’è stata una presa di posizione mediatica veramente esagerata rispetto a quello che è accaduto. In primis Bastoni è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quello che è successo”, dice Marotta a proposito delle polemiche per la simulazione del difensore nerazzurro che ha portato all’espulsione dello juventino Pierre Kalulu nel derby d’Italia di sabato sera.

“Gesto di Bastoni deprecabile, ma chi non sbaglia?”

“Parliamo di un giocatore di 26 anni che ha fatto più di 300 partite in Serie A, che non si è mai reso protagonista di fatti clamorosi, un ragazzo che rappresenta un patrimonio della nostra nazionale, alcuni addirittura mettono in dubbio la sua presenza alle prossime convocazioni, che veramente non è un danno, è ingiusto, assolutamente ingiusto“, aggiunge. “Ci troviamo davanti a un errore, certamente, ma chi non ha fatto errori? Quando si parla di simulazione siamo davanti a un fatto, a mio giudizio, ordinario, non straordinario, sicuramente deprecabile, perché probabilmente è stato esagerato, legato a fattori concomitanti, perché c’è il braccio del giocatore della Juventus, c’è un fischio immediato da parte dell’arbitro, tutto questo l’ha portato a una presa di posizione, una decisione sbagliata”, dice Marotta.

Il duro attacco di Saviano e la risposta di Marotta

Il presidente nerazzurro è stato preso di mira anche dallo scrittore Roberto Saviano, che sui social si è lasciato andare a una lunga riflessione sulla situazione nel mondo del calcio e in un passaggio del suo post, sotto la foto di Marotta, ha scritto: “Finché quest’uomo avrà un ruolo nel calcio italiano tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati. La rabbia di Chiellini ieri sera sembra il sentimento di uno che non abbia mai avuto a che fare con Marotta. Il campionato italiano oggi è falsato e pure se dovesse vincerlo l’Inter non avrebbe alcun valore”.

“Le parole di Roberto Saviano? C’è dispiacere come uomo, io non so neanche chi sia, non mi conosce, non so bene che ruolo abbia. Non voglio dargli importanza. Ha fatto dichiarazioni che saranno prese in considerazioni da parte degli avvocati”, la risposta altrettanto dura di Marotta, che torna anche sulle tensioni a fine primo tempo con Giorgio Chiellini. “E’ stato un mio giocatore, un dirigente giovane e inesperto. Non mi permetto di dargli consigli, ma ci siamo confrontati: quello che è successo sono dinamiche che si verificano negli spogliatoi, non sta a me giudicare, valutare o fare un’analisi”.

“Serve assunzione di responsabilità dagli arbitri”

Poi, soffermandosi di nuovo sulle polemiche post Inter-Juve: “Questa è la classe arbitrale che c’era l’anno scorso, c’era un designatore, noi Inter abbiamo perso lo scudetto per un punto e in occasione di Inter-Roma fu riconosciuto, a posteriori, un clamoroso calcio di rigore a nostro favore, che avrebbe potuto determinare l’esito finale del campionato, noi ci siamo attenuti a quello che erano le decisioni”. “Quest’anno, personalmente io e l’Inter, siamo intervenuti solo in un’occasione, quella di Napoli, quando fu assegnato un calcio di rigore che, a mio giudizio, ha intavolato la partita in modo diverso come quella di sabato. Un calcio di rigore che poi fu analizzato dagli organi competenti e fu dichiarato sicuramente non giusto”, ricorda Marotta. “Quindi, ci troviamo davanti a un malessere, ci troviamo davanti a una situazione generale, benissimo, allora devono fare assunzioni di responsabilità gli arbitri, intesi come organismo, quindi la Can e l’Aia, le società, attraverso i dirigenti, gli allenatori, i giocatori, la federazione, tutti gli organi istituzionali”.

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