“Chiamatemi Rocco“. Così si era presentato a tutti quando nel 2019 diventava ufficiale l’acquisto della squadra di calcio della Fiorentina. Con la sua empatia, la forza d’animo e quella visione italo-americana da esportare nel calcio che lo ha fatto amare da tutti, anche chi gli ha messo i bastoni tra le ruote azzoppando il suo progetto di regalare ai viola anche il nuovo stadio dopo aver lasciato il segno con il Viola Park. Il mondo del calcio piange la scomparsa di Rocco Commisso, morto all’età di 76 anni a seguito di una malattia che lo aveva fatto uscire dai radar da un po’ di tempo mettendo in ansia per primi i tifosi, che lo hanno ricordato così: “Ora è tutto chiaro”. Se ne va nella stagione maledetta della Fiorentina, dopo l’antipasto dello stop del Comune al progetto stadio e nel mezzo di un’annata che in Serie A vede i viola, ora allenati da Vanoli dopo l’esonero di Pioli, navigare nei bassifondi della classifica e in piena zona retrocessione, neanche due anni dopo l’altra tragica morte, quella del direttore generale e suo braccio destro Jeo Barone.
La vicinanza a Firenze e ai fiorentini
Sempre vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini.
“Il Rocco B. Commisso Viola Park, la casa della Fiorentina, vivrà per sempre – si legge ancora nella nota della Fiorentina – portando il suo nome. Un segno indelebile dell’affetto e della voglia di guardare al futuro dei giovani. Proprio i ‘suoi’ ragazzi che sono cresciuti nel vivaio, conquistando trofei giovanili e proseguendo il proprio percorso nelle prime squadre maschili e femminili della Fiorentina. Sotto la sua guida la Fiorentina ha raggiunto due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia”.
Le origini italiane e il successo negli Stati Uniti
Originario di Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria, Commisso si trasferisce a 12 anni negli Stati Uniti per raggiungere il padre. Sin da ragazzo appassionato di calcio, Commisso il 10 gennaio 2017 acquista la quota di maggioranza dei New York Cosmos, club della seconda divisione nordamericana di calcio, e il 6 giugno 2019 diventa ufficiale l’acquisto della squadra di calcio della Fiorentina. Lascia la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina. Accanto a Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso. Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste. Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco ha preso il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze. La realizzazione del Viola Park, un centro sportivo all’avanguardia unico in Europa, resterà per sempre nella storia del club. Con la sua franchezza ha saputo attirare simpatia e stime da parte dei suoi colleghi, ma anche scontrandosi spesso con certi rapporti istituzionali e con la burocrazia italiana non sempre pronti a recepire la sua visione, impedendogli, di fatto, di realizzare lo stadio che tanto avrebbe voluto regalare alla città. A Firenze resterà l’esempio tangibile del suo lavoro, quello di un imprenditore con il sangue e il cuore italiani e con la mente americana.
In suo ricordo, la Figc ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi delle leghe professionistiche, compreso il calcio femminile. “Ha lasciato un segno indelebile nel calcio italiano”, il ricordo del presidente federale Gabriele Gravina, al quale ha fatto eco il numero uno della Lega di A Ezio Simonelli: “Da lui un impegno costante per lo sviluppo del calcio”.

