Rocchi: “Se qualcuno non crede a buona fede arbitri, domani lascio”

Rocchi: “Se qualcuno non crede a buona fede arbitri, domani lascio”

Il designatore: “Il nostro obiettivo è far meno errori possibili”

“L’ho sempre detto a tutti senza problemi e lo ribadisco. Se qualcuno non crede nella nostra buona fede, io domani mattina lascio, senza mezze misure. Che si debba mettere in dubbio la nostra buona fede, beh, su questo argomento non entro. Vengo qui e faccio sentire gli audio e i ragazzi si mettono a disposizione. È non è piacevole far sentire gli audio quando si è commesso un errore. Se qualcuno pensa che noi non siamo onesti intellettualmente… il nostro obiettivo è far meno errori possibili. Poi li commentiamo e sbagliamo. E se foste con me qualche weekend vedreste quanto mi incazzo”. Lo ha detto Gianluca Rocchi, designatore arbitrale per i campionati di Serie A e Serie B, ad Open Var su Dazn.

Rocchi su Udinese-Lazio: “Non posso dire agli arbitri che hanno sbagliato”


“Il problema vero è che l’immediatezza non è oggettiva e subentra la soggettività. E diventa un problema.Nell’azione ci sono due tocchi di mano: il primo ha bisogno di un’analisi diversa, va solo valutata la qualità del fallo perché non è il giocatore che segna, quindi va stabilito solo se è punibile o no e in questo caso non lo è; il secondo di Davis va considerato esclusivamente se c’è tocco o meno perché segna lui. Il fatto che il Var all’inizio non sappia nemmeno se segna lui può far pensare alla superficialità, in realtà ci fa capire quanto tempo passa prima del gol”. Così il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi a Open Var, su Dazn parlando dell’episodio del gol convalidato a Davis in Udinese-Lazio. “Arriviamo all’immediatezza, il vero problema di questa regola: l’immediatezza è qualcosa di immediato, cioè il tocco di mano, anche accidentale con palla a terra e gol, come quello di Meister contro la Fiorentina, ha un’immediatezza, cioè ci sono 2-3 secondi prima del tiro in porta. Ma qual è il problema degli arbitri? Abbiamo un problema su quest’argomento perché non c’è un’oggettività, un numero di secondi, un parametro. Si cerca di essere logici. In questo caso Davis recupera palla con un tocco di mano e fa quattro dribbling, e questo non è mai immediatezza. Allo stesso tempo molto sinceramente dico anche che se non fossi un arbitro e da fuori cercassi di capire qual è la decisione corretta, faccio fatica. Da arbitro invece dico che va fatta chiarezza su questa regola: me ne assumo la responsabilità, alle persone dobbiamo dare delle risposte più oggettive possibili. L’avverbio ‘immediatamente’ oggi ci mette un po’ in difficoltà, ma io non posso dire ai ragazzi che hanno sbagliato. L’immediatezza in questo caso non c’è e quindi la decisione che prendono anche a fatica, e questo dimostra la loro totale buona fede nella decisione finale, è perché gli arbitri da una parte hanno un istinto e dall’altra un regolamento che li obbliga a una certa scelta”, ha aggiunto.

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