Poteva andare peggio ma visti i precedenti meglio prendere sul serio le squadre che l’Italia di Gennaro Gattuso dovrà affrontare ai playoff dei Mondiali 2026 per assicurarsi un posto nel campionato del mondo che, per gli azzurri, manca dall’edizione brasiliana del 2014. Più che quella con la Svezia del 2017 è la debacle con la Macedonia del Nord del 2022 che dovrà spingere la Nazionale a prendere con le molle gli avversari proposti dal sorteggio, a partire dall’Irlanda del Nord, con cui Donnarumma e co se la vedranno in semifinale a Bergamo.

Irlanda del Nord: numeri, allenatore e giocatori
Rispetto ai ‘cugini’ dell’indipendente Eire – che ricorda il brutto esordio dell’Italia a Usa 94 – i nordirlandesi sono decisamente meno blasonati. Non partecipano a un Mondiale dal 1986, mentre il miglior posizionamento è del 1958 con i quarti di finale raggiunti nel mondiale che l’Italia non disputò proprio a seguito della sconfitta a Belfast. Occupano la 69esima posizione nel ranking Fifa, sono arrivati terzi nel girone di qualificazione e hanno avuto accesso agli spareggi grazie al primo posto nel gruppo C3 della Nations League. Sono guidati da Michael O’Neill, ex centrocampista/attaccante che in carriera ha militato anche in Premier (nel Newcastle). Era già stato Ct dell’Irlanda del Nord dal 2011 al 2020 e predilige il 3-5-2. La sua è una squadra forte fisicamente ma senza stelle. Il profilo più interessante è Conor Bradley, 22enne esterno del Liverpool che, sinora, con la nazionale maggiore ha segnato quattro gol in 30 partite. Uno degli ultimi precedenti non ha portato particolare fortuna agli azzurri: nel 2021 uno 0-0 a Belfast nelle qualificazioni mondiali costrinse l’Italia proprio a quegli spareggi persi con la Macedonia del Nord.
Un’eventuale finale contro Galles o Bosnia
Ipotizzando un passaggio del turno con gli uomini di O’Neill, la Nazionale di Gattuso dovrà in seguito affrontare una tra Bosnia e Galles. Quella slava è forse la più quotata tra le tre squadre che, per qualità, potrebbero mettere in seria difficoltà gli azzurri, nonostante il 71esimo posto nel ranking Fifa. In rosa ci sono anche giocatori della Serie A. Uno su tutti: Edin Dzeko, oggi alla Fiorentina, ma con un passato anche con Roma e Inter. Nonostante i 39 anni è un punto fermo della sua nazionale, di cui è capitano e leggenda, oltre a vantare il record di presenze (146) e gol (72). C’è poi Sead Kolasinac, difensore dell’Atalanta che in carriera ha giocato – tra le tante – anche per Arsenal e Olympique Marsiglia. Due conoscono bene gli avversari che potrebbero incontrare in finale e sapranno come consigliare il ct Sergej Barbarez.

Ma l’eventuale finale potrebbe essere con il Galles, sempre in trasferta. Gattuso ha messo in guardia sul clima di ostilità che gli azzurri potrebbero dover affrontare nel Paese britannico. Anche perché tecnicamente i ragazzi di Craig Bellamy hanno ben poco da dire dopo il ritiro di Gareth Bale, il più forte giocatore gallese di sempre. Con lui in rosa ‘I Draghi rossi’ hanno conquistato la loro unica partecipazione a un Mondiale (Qatar 2022), mentre il miglior risultato in assoluto è la semifinale a Euro 2016. Molti nazionali gallesi giocano in Premier, su tutti Brennan Johnson, attaccante del Tottenham con uno score di 18 reti in 67 partite negli Spurs. Il Galles evoca un ricordo positivo per gli azzurri: a Euro 2020 superarono i britannici 1-0 con gol di Pessina nel girone. Una delle vittorie che spalancarono all’Italia di Roberto Mancini le porte per la vittoria finale.


