I giocatori di Israele hanno accusato i calciatori dell’Italia di provocazioni al termine del rocambolesco incontro, di lunedì 8 settembre, valido per le qualificazioni al Mondiale 2026, finito con la vittoria degli azzurri per 5-4. Il post-match è stato caratterizzato da tensioni tra atleti e staff tecnico, culminate da un parapiglia in campo.
Il racconto di un calciatore al termine di Israele-Italia
Il difensore Eli Dasa, citato dall’emittente israeliana Channel 12, ha spiegato: “È nata una discussione, loro erano molto, molto emotivi. Sentivano di non essere in partita mentre noi meritavamo la vittoria e hanno provato un po’ a provocarci. Fa parte del calcio e siamo andati avanti”.
Secondo voci dallo spogliatoio israeliano, il capitano azzurro Gianluigi Donnarumma avrebbe stuzzicato alcuni loro giocatori. “Ci hanno insultato per tutta la partita”, hanno detto. Channel 12 ha fatto sapere che il portiere avrebbe preso di mira Tai Baribo e Sagiv Yehezkel. Alcuni membri della delegazione italiana “si sono scusati alla fine con lo staff della Nazionale israeliana per il comportamento di alcuni giocatori”.
Ultras italiani di spalle durante l’inno israeliano
Non è passato inosservato anche quanto accaduto sugli spalti. Gli ultras italiani presenti a Debrecen, in Ungheria, hanno voltato le spalle al campo al momento dell’esecuzione dell’inno israeliano prima dell’inizio del match. Dalle tribune è partito anche qualche fischio. Allo stadio, inoltre, erano presenti pochi tifosi, circa 2000.

