Questa sera la semifinale di andata della Coppa Italia tra Juventus e Inter. Si scende in campo alle 21 sul terreno dell’Allianz Stadium. Dall’obiettivo Champions in campionato all’inseguimento di un posto nella finale di Coppa Italia, passando per il sogno Europa League. Tre traguardi da tagliare per raddrizzare una stagione a tinte più nere che bianche, complicata e vissuta tutta in salita giocata affidandosi soprattutto a rabbia e orgoglio. La Juventus dell’ultimo mese va al Max e non intende fermarsi proprio ora. La possibilità di poter mettere in bacheca la coppa nazionale, diventato un traguardo da non fallire dopo i passi falsi iniziali e le ultime peripezie amministrative e giudiziarie, passa per la doppia sfida in semifinale contro un’Inter malconcia e in difficoltà, occasione quantomai stimolante per rilanciare e certificare le ambizioni bianconere di squadra vincente e mai doma. I tanti elogi dell’ultimo periodo rischiano di essere delle trappole, per questo Max Allegri frena gli entusiasmi, si aggrappa al solo presente invitando i suoi giocatori e tutto l’ambiente a non esaltarsi troppo, avvertendo che il vero pericolo è l’overdose di fiducia. Per questo motivo l’Inter, al di là dei suoi recenti singhiozzi, è avversario assai temibile.
Ancora troppo freschi restano i ricordi del successo della Juventus a San Siro, cui hanno fatto seguito le polemiche arbitrali, ma Allegri intende andare oltre e non soffermarsi sul passato. Il presente riguarda soprattutto la formazione anti-Inter da schierare e l’ingresso o meno di Chiesa, tornato a disposizione della squadra dopo l’infortunio al ginocchio che lo ha tenuto per precauzione lontano dal campo (provocando anche qualche frizione con il club).
Al bivio, senza possibilità di sbagliare strada. Perché Inzaghi è al limite, il club mostra segnali evidenti di preoccupazione e la tifoseria ultra ha già fatto intendere che la ‘pazienza è finita’ avvertendo la ‘ciurma’ nerazzurra che si è ormai all’ultima spiaggia. L’Inter, tramortita da una crisi di risultati resa evidente dall’ultimo ko interno contro la Fiorentina, ha l’occasione immediata per rialzare la testa, invertire la rotta e lanciare un messaggio ai suoi detrattori. E la semifinale di andata di Coppa Italia contro gli storici avversari della Juventus, diventa la chance migliore per dare segnali di risveglio e veleggiare in acqua più tranquille. Il rischio è alto. In caso di doppia sconfitta nelle due coppe con i bianconeri e poi in Champions con il Benfica, anche qualora si realizzasse un risultato soddisfacente a Salerno, il futuro di Inzaghi sarebbe segnato. In cinque giornate la formazione nerazzurra ha gettato al vento un vantaggio di cinque punti sulla quinta in classifica e ora si ritrova a dover inseguire un posto in Champions, diventato improvvisamente non scontato. Da anti-Napoli l’Inter è ora alle prese con una malessere diffuso, legato non solo alle prestazioni incolori dei suoi attaccanti nma anche da quei continui cali di attenzione e di approccio alle gare che ne stanno pregiudicando l’immediato futuro. Le parole arrivate attraverso gli ultras della Curva Nord nerazzurra sono inequivocabili e ricalcano l’atmosfera che si respira attorno alla squadra.
Per la trasferta di Torino, dovrà rinunciare a Calhanoglu e Skriniar, costretti allo stop per infortunio. Lautaro tornerà dal primo minuto dopo l’iniziale panchina con la Fiorentina e al suo fianco, in attacco, più chance per Dzeko rispetto a Lukaku, alla luce della sbiadita prestazione del belga contro i Viola. A centrocampo spazio a Barella, Brozovic e Mkhitaryan, con Dumfries ed il recuperato Dimarco sulle corsie esterne. Serve una notte da Inter, di quelle che scaldano i cuori dei tifosi mai così freddi con il tecnico piacentino.

