Il pareggio senza gol certifica l'equilibrio in campo, in una partita comunque ricca di emozioni e tiratissima, a tratti anche nervosa

La Roma rallenta la corsa del Napoli, che resta in vetta ma deve spartire il primato di classifica con il Diavolo. All’Olimpico i campani non riescono ad infilare il nono successo di fila sbattendo 0-0 contro i ragazzi di Mourinho, che rispondono alla disfatta di Conference League con una prova d’orgoglio e di solidità. Il pareggio senza gol certifica l’equilibrio in campo, in una partita comunque ricca di emozioni e tiratissima, a tratti anche nervosa. Spalletti e Mourinho vengono espulsi (il primo a fine partita) ma possono essere comunque soddisfatti: lo Special One ha ricevuto la risposta che si attendeva dai suoi ragazzi, il tecnico toscano esce indenne dalla trasferta focosa della capitale e resta imbattuto in campionato.

Mourinho recupera come da copione Karsdorp e Zaniolo e schiera lo stesso undici battuto di misura dalla Juve. Spalletti ha qualche alternativa in più ma si affida comunque ai titolarissimi, con Osimhen terminale principale di un tridente completato da Politano e Insigne. In mezzo al campo ritornano dal 1′ Fabian Ruiz e Anguissa. Dopo la figuraccia con il Bodo Glimt la Roma è chiamata a una reazione a l’avvio sprint nel derby del sole è la dimostrazione che il messaggio è stato recepito. L’asse Karsdorp-Zaniolo mette maggiormente in difficoltà in avvio la capolista, che rischia subito con una conclusione di Pellegrini sporcata da Koulibaly e, sul corner successivo, sul colpo di testa di Zaniolo, a lato, dopo un’uscita avventurosa di Ospina. Il Napoli fatica a trovare spazi e corridoi per mettere in moto Osimhen, dalla parte opposta Abraham – toccato alla caviglia già malconcia – manovra di più e ha sui piedi la miglior occasione del primo tempo, calciando fuori in campo aperto al 28′. Dopo mezz’ora di pressione la Roma abbassa i ritmi e il Napoli prende campo poco a poco. Zielinski al 31′ ci prova da fuori senza fortuna, più insidioso, ma impreciso, il tiro a giro di Insigne dieci minuti più tardi.

Nella ripresa il nervosismo dilaga, di pari passo con l’intensità sul rettangolo di gioco, ma la partita resta gradevole e apertissima, con continui ribaltamenti di fronte. Spalletti prova a risolverla con i cambi e getta nella mischia Lozano, Elmas e Mertens, dalla parte opposta Mourinho si gioca la carta El Shaarawy e, nel finale, Shomurodov. Il Napoli esce meglio dagli spogliatoi e mette sotto l’avversario, sfiorando il vantaggio con l’indemoniato Osimhen, che centra il palo su cross di Politano. L’attaccante nigeriano poco dopo è pericoloso anche di testa, scheggiando la parte superiore della traversa sugli sviluppi di una palla inattiva. Quando sembra sul punto di capitolare però la Roma cambia nuovamente l’inerzia del match, affondando ancora a destra per due volte con Pellegrini, che prima ci prova al volo su lob di Karsdorp, poi spara a lato in contropiede. L’opportunità migliore però capita sulla testa di Mancini, che su una punizione insidiosa impatta con i tempi giusti di testa ma manda incredibilmente a lato. Nel finale saltano gli schemi e anche i nervi (espulso Mourinho per proteste, a Spalletti toccherà la stessa sorte a partita conclusa) ma entrambe le squadre fino all’ultimo vanno a caccia dei tre punti. I sogni del Napoli si infrangono sul gol annullato per fuorigioco a Osimhen, quelli della Roma su un cross di El Shaarawy disinnescato da Ospina. Per uno 0-0 bugiardo per il tasso di emozioni e intensità ma veritiero per l’equilibrio visto in campo.

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