I giallorossi cercano il risultato in Ucraina, il tecnico portoghese festeggia le 200 panchine europee

L’Europa per provare a dimenticare il derby. La Roma si rituffa in Conference League per ritrovare il sorriso e la vittoria. I giallorossi hanno inaugurato il girone con una manita al Cska Sofia, ora José Mourinho vuole risposte dal test in Ucraina, sul campo dello Zorya. I tre punti aiuterebbero, in parte, a lenire le ferite e le polemiche post-Lazio e di certo metterebbero in discesa il cammino di qualificazione. La trasferta non è iniziata nel migliore dei modi: il ritardo del volo charter ha fatto slittare la conferenza della vigilia di oltre 40 minuti. Lo ‘Special One’, tuttavia, è ottimista per la sua 200/a panchina in Europa. “Ho giocato contro lo Zorya qualche anno fa, a dicembre. Le condizioni erano diverse. Queste sono molto buone per giocare”, ha spiegato. “Non ho ancora visto lo stadio e il terreno di gioco, però la temperatura è perfetta per giocare”. L’avversario, però, è di quelli da non sottovalutare. “Li abbiamo studiati, abbiamo visto le loro partite di Europa League e poi in Conference League, quelle principali in campionato. Magari domani cambieranno qualcosa, però hanno sempre giocato con un modulo fisso, un 4-4-2 molto ben organizzato”, ha sottolineato il portoghese. “Ovviamente vogliamo vincere, questo è l’obiettivo. È una squadra che, dal punto di vista dell’organizzazione, può metterci in difficoltà”.

L’Europa ‘minore’, ha assicurato Mou, non influisce sulle motivazioni della squadra. Però ha ammesso: “Se mi chiedete se se preferisco vincere la Champions o la Conference League devo essere onesto e dico la Champions…. Ma non stiamo giocando la Champions, stiamo giocando la Conference e dobbiamo cercare di vincere. Manca ancora tanto. L’obiettivo adesso è vincere domani, qualificarci nel girone e, se possiamo, farlo da primi“. Roma che sulla carta appare favorita, ma il portoghese tiene alta l’attenzione. “Ogni paese, ogni squadra ha potenziale, lavoro, organizzazione. Non si può più parlare delle grandi differenze che fino a qualche anno si potevano trovare. Ho giocato in Ucraina con Inter, Manchester United, Chelsea. La Roma sarà la quarta squadra diversa con cui gioco qui. Non ricordo di partite facili. E’ una squadra che sa perfettamente cosa deve fare. E’ una partita da affrontare con molta concentrazione, perché di facile non ha niente”. La certezza sono le rotazioni, per gestire le energie fisiche e mentali in vista dell’impegno in campionato con l’Empoli. Mourinho, però, non vuole sentire parlare di seconda squadra: “E’ un concetto che per noi non esiste”. In ogni caso “non cambierò tanti giocatori. Abbiamo ovviamente la necessità di far riposare qualcuno e di dare opportunità a qualcun altro che non sta giocando tanto. Però arriviamo con una squadra forte e l’obiettivo è vincere la partita”. Karsdorp e Veretout sono rimasti a Roma, Vina, Zaniolo e Mkhitaryan andranno in panchina. In Ucraina occasione a centrocampo per uno tra Villar e Diawara, torna in campo Pellegrini dopo la squalifica nel derby. In difesa Smalling dovrebbe affiancare Kumbulla, sulle corsie esterne chance per Tripi e Calafiori. In avanti spazio a Shomurodov, che dovrebbe poi lasciare spazio a Mayoral a gara in corso. L’uzbeko ha caricato la squadra: “Siamo forti e pronti per vincere questa partita”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata