Il ct iberico Louis Enrique già sul banco degli imputati

(LaPresse) – A Siviglia non si vedono reti e dopo una sola giornata nel Gruppo E sono già saltati pronostici e griglie, tabelle e rapporti di forza. La Spagna sbatte contro il muro svedese, che ringrazia un Olsen strepitoso e porta via un punto prezioso. Lo 0-0 in terra andalusa sa tanto di occasione persa per i padroni di casa, che costruiscono poche opportunità rispetto alla mole di gioco creata. La formazione iniziale di Luis Enrique non convince, i cambi in corsa non incidono, e per il ct delle Furie Rosse è già l’ora dei processi, dopo appena 90 minuti. A complicare lo scenario c’è la vittoria a sorpresa del pomeriggio della Slovacchia sulla più quotata Polonia, che proietta Hamsik e compagni in vetta a sorpresa nel girone in cui si presentava come la cenerentola del quartetto. Ecco perché Spagna-Polonia di sabato prossimo assomiglia già tanto a un dentro o fuori.

Louis Enrique già sotto accusa

Le scelte di Luis Enrique hanno fatto discutere in sede di convocazione e per l’esordio il copione si ripete. In mezzo le chiavi del centrocampo vengono affidate al giovanissimo Pedri, a scapito di Thiago Alcantara e Fabian Ruiz. Davanti conferma per Morata, con Dani Olmo e Ferran Torres ai suoi lati. A farne le spese è Gerard Moreno, bomber del Villarreal. Nessuna sorpresa invece per la Svezia, che senza Kulusevski e Svanberg, fermati dal coronavirus, viene messa in campo dal ct Andersson con un pragmatico 4-4-2 con Berg-Isak terminali offensivi. L’approccio alla partita sorride ai padroni di casa, che schiacciano subito l’avversario. La Svezia fatica a scavallare la linea di centrocampo, ma le ‘Furie Rosse’ si perdono nella loro ragnatela di passaggi e lunghi periodi, senza acuti, di possesso palla. In ogni caso gli scandinavi restano in partita grazie a due interventi decisivi di Olsen, che si supera sul colpo di testa a distanza ravvicinata di Dani Olmo ed è bravo a chiudere lo specchio al rigore in movimento di Morata. Gli ospiti faticano per una mezzora abbondante ma proprio sul finire di frazione creano una palla gol nitida con lo scatenato Isak, che centra il palo con la deviazione involontaria di Llorente, miracoloso nel salvataggio sulla linea.

Tanti rimpianti per la Spagna

Nella ripresa se possibile la Roja fa ancora più fatica rispetto ai primi 45 minuti ad aggirare il muro giallo. Morata ha subito tra i piedi una buona chance ma il suo tiro dal limite dell’area si spegne sul fondo. Dopo un quarto d’ora però la Svezia ha un’altra ghiotta occasione per far male: Isak semina il panico in area, tocca sul palo più lontano dove Berg spreca da due passi. Luis Enrique rompe gli indugi e decide di ribaltare l’undici iniziale togliendo Rodri e Morata per inserire Thiago Alcantara e Sarabia. Poco dopo l’ex tecnico del Barcellona aumenta ancora il tasso offensivo della sua squadra gettando nella mischia Gerard Moreno e Oyarzabal al posto dei due esterni offensivi Dani Olmo e Ferran Torres. Dalla parte opposta con l’uscita di scena di Isak, rimpiazzato a sorpresa da Claesson, la Svezia perde brio e si abbassa pericolosamente come a inizio partita. Ma la Roja non ne approfitta, perché Olsen salva di piede sulla torsione aerea di Moreno. A tempo scaduto poi Sarabia non sfrutta a dovere il puntuale cross di Jordi Alba. Allungando la lista di rimpianti in casa Spagna, destinata inevitabilmente a finire sul banco degli imputati dopo un esordio scialbo.

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