I granata rischiano la sconfitta 3-0 a tavolino. Già pronto il ricorso

Juve-Napoli, parte seconda. Stessa farsa, identica situazione surreale con stavolta i giocatori della Lazio posizionati al centro del campo per 45′ minuti, in attesa dell’arrivo del Torino che non si è mosso dal capoluogo piemontese perché in isolamento fino alle 23.59 di martedì 2 marzo per le otto positività nel gruppo squadra, come da disposizione della Asl locale. La gara fantasma, come era ipotizzabile da almeno due giorni, non è stata disputata per la mancata presenza dei granata, epilogo scontato che fa ripiombare il calcio nuovamente nel caos sulla gestione dell’emergenza coronavirus. Il ‘remake’ di quanto accaduto il 4 ottobre scorso a Torino alimenta di fatto lo scontro tra Federcalcio e la stessa Lega che, nonostante la disposizione della Asl, ha deciso dopo un consiglio d’urgenza lampo di non rinviare il match dell’Olimpico ritenendo che il Torino abbia già usato il bonus di un rinvio stagionale per la gara contro il Sassuolo. Questo ha indotto la Lazio a presentarsi all’Olimpico, nonostante la Asl avesse in mattinata mandato un comunicato alla Lega per ribadire lo stop ai granata, e attendere la decisione dell’arbitro. Ora la palla passa al giudice sportivo che potrà decidere il 3-0 a tavolino, una decisione che rischia di coinvolgere ancora una volta il Collegio di Garanzia, come già avvenuto proprio con Juventus-Napoli, quando il club partenopeo non si presentò a Torino.

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, prima che la Lega si riunisse per il non-rinvio, aveva sottolineato la diversità dei casi di Napoli e di Torino. “Qui abbiamo con certezza l’individuazione di una disposizione dell’Asl di Torino che non è una disposizione dell’ultim’ora ma che risale a qualche giorno fa. Siamo di fronte a una norma del nostro ordinamento sportivo molto chiara dov’è sancito il principio che in caso di impossibilità oggettiva è evidente che non si può giocare. E credo che questa sia una causa di forza maggiore conclamata”. La linea della Figc non è stata presa in considerazione dalla Lega che si è mossa in maniera completamente diversa, cercando di tenere fede al proprio protocollo demandando così alla giustizia sportiva la decisione sul rinvio della partita. Il timore è anche quello di allungare i tempi visto anche quanto sia congestionato il calendario, un ‘dettaglio’ che lo stesso Gravina aveva fatto presente alla stessa lega: “Dovranno fare delle riflessioni approfondite per il posizionamento del calendario, che è particolarmente intasato”.

La scelta della Lega è stata duramente criticata dal presidente del Torino, Urbano Cairo, pronto a dare battaglia su tutti i fronti. “Non difendi il campionato non prendendo atto della realtà oggettiva. Noi non possiamo muoverci da Torino, è una cosa lampante. Faremo tutti i ricorsi possibili”. Diversa la posizione della Lazio che si è adeguata alla decisione della Lega presentandosi allo stadio già un’ora e mezza prima del fischio d’inizio. “Noi abbiamo rispettato il regolamento e siamo venuti allo stadio. E lasciamo tutto in mano agli organi competenti. Avrei preferito giocare? Assolutamente sì. Conveniva anche a noi non giocare, ma il campionato va rispettato – ha dichiarato il ds dei biancocelesti Igli Tare ai microfoni di Sky Sport – Se ci aspettiamo lo stesso epilogo di Juve-Napoli? Non vogliamo entrare in queste dinamiche, solo fare il nostro compito. Le ragioni del Torino? Io non devo capire, devo solo rispettare il regolamento della Lega”. Lo scontro è solo all’inizio.

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