Il pari contro lo Spezia in dieci ha fatto riflettere il presidente Cairo

L’avventura di Marco Giampaolo al Torino si avvia ai titoli di coda. Dopo 18 giornate, la squadra granata cambierà allenatore. Lo scialbo 0-0 casalingo contro uno Spezia rimasto in dieci dopo otto minuti, oltre a rendere ancora più preoccupante la classifica, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. La notte ha portato evidentemente consiglio: Urbano Cairo, che all’uscita dallo stadio ai cronisti aveva confermato Giampaolo, ha riconsiderato la posizione, già traballante, dell’allenatore di Bellinzona. Tredici punti, con appena due vittorie – nessuna in casa – e nove sconfitte è il malinconico bilancio di un Giampaolo che ancora ieri, nel dopogara, assicurava di vedere una squadra in miglioramento rispetto all’inizio della stagione. In effetti, i pareggi con Napoli e Verona e il fondamentale successo di Parma erano stati salutati come la possibile svolta del campionato granata. Il doppio ko con il Milan tra campionato e Coppa Italia e, soprattutto, l’inaccettabile prestazione della squadra con lo Spezia hanno riallontanato la luce in fondo al tunnel.

Nelle prossime ore, dunque, sono attese novità. L’esonero di Giampaolo, salvo colpi di scena, è ormai scritto. La società sta lavorando al profilo che avrà il non facile compito di suonare la sveglia ad un ambiente sprofondato nella depressione. In pole sembra essere balzato Davide Nicola: il 48enne piemontese, già in granata da giocatore nella stagione 2005-2006, nella quale segnò il gol promozione nel playoff contro il Mantova, starebbe trattando la risoluzione del contratto che lo lega al Genoa fino al 30 giugno. Nicola, che sarebbe il quattordicesimo allenatore della gestione Cairo, avrebbe sorpassato gli altri potenziali candidati: si è parlato di un ritorno di Moreno Longo, ma anche di un clamoroso bis di Gian Piero Ventura. Sullo sfondo anche l’ipotesi Roberto Donadoni.

Nicola, del resto, era già stato accostato alla panchina granata per il dopo-Mazzarri. Ora il suo arrivo potrebbe davvero concretizzarsi, con un contratto di sei mesi e la clausola di rinnovo per una stagione in caso di salvezza. Le trattative stanno accelerando, tempo per aspettare ce n’è poco visto che il Toro torna già in campo venerdì, con l’insidiosa trasferta di Benevento. In attesa di annunci ufficiali, la certezza è la conclusione della travagliata esperienza del tecnico arrivato a Torino con l’obiettivo di riportare la squadra a giocarsi un posto per l’Europa. Nelle intenzioni della società Giampaolo, che era reduce dall’infelice esperienza con il Milan, era il profilo giusto per dare una precisa identità al Toro. Lo slogan: puntare al risultato attraverso il bel gioco. Il mercato però non ha aiutato il tecnico, abituato a lavorare con giocatori dalle caratteristiche ben precise. E in quattro mesi, le tracce del credo giampaoliano non si sono praticamente mai viste. Ma nemmeno i risultati: quelli che alla fine, poi, decidono i destini delle panchine.

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