Il nuovo almanacco digitale del caporedattore di LaPresse dove le squadre sono un pretesto per conoscere le città delle quali sono espressione

Un almanacco del calcio digitale, diverso dal solito, dove le squadre diventano un pretesto per conoscere a 360° le città delle quali sono espressione unendo storia cittadina a quella pallonara, senza dimenticare il patrimonio enogastronomico, culturale e quello naturale del territorio. È questa l’idea dietro “Italia Foodball Club” l’ultima fatica letteraria di Vito Romaniello, caporedattore di LaPresse.

Il nome nasce dal format collaudato che l’autore porta avanti da tempo. Storia, sport e prodotti tipici: Vito Romaniello ha messo insieme i tre campionati professionistici del pallone in una maniera nuova e originale. “Con internet, statistiche e dati riferiti a calciatori e partite li trovi ovunque – spiega il giornalista– ho cercato di guardare il campionato con gli occhi dell’inviato o del tifoso, proprio nel momento in cui non è possibile andare in trasferta”. E questo è possibile perché l’almanacco è stato prodotto in formato digitale pensando ad una fruizione veloce anche sugli smartphone: “È stato impaginato per essere facilmente consultabile dal telefonino, quindi basta una leggera pressione del dito sul link e si può sfogliare liberamente. È un modo per rispondere alla pandemia e all’isolamento che ha provocato. Immagino uno scambio di commenti fra amici, anche via messaggio, scaturito dal ricordo di una annata sportiva o dall’indicazione di un piatto tipico e che magari si vuole provare a riproporre a casa”.

“La partita diventa il pretesto per una gita e anche per scoprire le bontà del posto in cui ci si trova. Ecco allora i menù di ogni città del pallone, dal Piemonte alla Sicilia. Ho voluto indicare un po’ di riferimenti storici delle società, dall’anno di fondazione ai simboli, ai colori sociali, ai piazzamenti ottenuti nel terzo millennio. Ci sono anche molte foto e… una pizza consigliata per ogni piazza di A”, sottolinea Romaniello che poi aggiunge: “Vogliamo offrire spunti che possano incuriosire non solo gli appassionati di sport, magari stimolando la ricerca dei tanti aspetti che rendono unica e affascinante la nostra Italia. Fra chi ha sostenuto l’iniziativa editoriale ci sono diversi consorzi, quell’insieme di uomini che si adoperano per difendere e diffondere le tradizioni dei territori”.

Questo perché, come evidenzia ancora l’autore, la storia di una città è legata a quella della propria squadra: “La squadra indossa i colori della città e comunica all’esterno la propria storia, allo stesso tempo alimenta il senso di appartenenza in casa propria. Il calcio può diventare il motivo per scegliere una destinazione dove rimanere qualche giorno, prima o dopo la partita. Dal mare alla montagna, dal lago alla collina, in mezzo alla natura o in uno dei borghi più belli d’Italia: ecco un pretesto per riscoprire il nostro immenso patrimonio culturale e naturale. Lo sport deve essere inteso pure come marketing territoriale. Sfogliare questo almanacco può offrire spunti per programmare un viaggio, quando i confini tra le regioni saranno nuovamente aperti. Ottima cucina, specialità e buon vino in un percorso che può diventare anche dei sensi”.

 

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