Giovedì 15 Settembre 2016 - 18:30

Tiziana suicida per un video hard, ci sono 4 indagati per diffamazione

Oggi i funerali, la madre: L'ex l'aveva plagiata. Garante per la privacy: La tutela in queste situazioni è impossibile

Funerale di Tiziana Cantone

Per colpa di quel video hard con l'ex fidanzato, mandato a degli amici in buona fede e che poi ha fatto il giro del web, Tiziana Cantone ha cercato di togliersi la vita più di una volta, finchè ci è riuscita. Per la diffusione di quelle immagini quattro persone risultano indagatie dalla procura di Napoli. L'accusa è diffamazione. I quattro sono iscritti nel registro dalla fine del 2015. La 31enne di Mugnano di Napoli aveva provato a cambiare città, e anche a cambiare identità. Tiziana non era una ragazza forte, ha raccontato la madre agli inquirenti, la convivenza con l'ex l'aveva cambiata e la storia del video, diventato virale in Rete, la perseguitava. Aveva cercato di uccidersi altre due volte, a volte si rifugiava nell'alcol. Poi il gesto finale.

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Gli inquirenti stanno procedendo per istigazione al suicidio, Tiziana si è tolta la vita nella sua abitazione impiccandosi con un foulard. La 31enne è finita alla gogna sul web con la frase diventata un tormentone "Stai facendo il video? Bravo". Una situazione che l'ha condotta ai tentativi di appellarsi al diritto all'oblio per ottenere la cancellazione dalla Rete dei materiali che la riguardavano, e poi alla depressione, fino al gesto più estremo. "Possiamo parlare della maggiore o minore efficacia degli strumenti, della lentezza dei giudici o degli organi di controllo - ammette il Garante per la privacy Antonello Soro, intervistato da La Stampa -, però bisogna anche essere onesti: la tutela di una persona che finisce in un meccanismo del genere è praticamente impossibile". 

Scritto da 
  • redazione web
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