Venerdì 05 Febbraio 2016 - 21:15

Siria, Onu: 15mila civili in fuga da Aleppo per offensiva regime

Per Amnesty international, tuttavia, l'esodo sarebbe di proporzioni molto più grandi

Civili in fuga da Aleppo

L'offensiva delle forze governative attorno alla città di Damasco ha spinto almeno 15mila persone a fuggire. Lo ha fatto sapere un portavoce delle Nazioni unite, in dichiarazioni diffuse via email. "L'Onu ha verificato che almeno 15mila persone stanno fuggendo dall'area a nord della città di Aleppo, mentre decine di migliaia di siriani sarebbero in attesa al valico di confine con la Turchia", ha dichiarato.

Secondo Amnesty International, tuttavia, i civili in fuga sarebbero molti di più - da 40mila a 70mila -  e ha sollecitato il governo turco a garantire loro l'ingresso in condizioni di sicurezza. Secondo le notizie ricevute dall'organizzazione per i diritti umani, almeno 20mila persone sarebbero già in attesa di entrare in Turchia dal valico di Oncupinar, nella provincia di Kilis, che tuttavia resta chiuso.

"La Turchia ha permesso a tantissime persone di fuggire dall'orrore della guerra e della catastrofe umanitaria. Non può ora chiudere la porta a persone alla disperata ricerca di salvezza", ha dichiarato Sherif Elsayed-Ali, vicedirettore del programma Temi globali di Amnesty International.

"Queste persone sono scampate ad attacchi aerei e a duri combattimenti e con ogni probabilità sono traumatizzate ed esauste. La Turchia deve consentire loro di entrare e la comunità internazionale deve fare tutto il possibile per dare adeguato sostegno al paese", ha aggiunto Elsayed-Ali.

Amnesty International ha documentato massicci attacchi illegali contro centri abitati e strutture sanitarie da parte delle forze governative siriane per tutta la durata del conflitto e, recentemente, sempre più spesso da parte delle forze russe, che nel settembre 2015 sono intervenute in appoggio al governo siriano. Amnesty International ha raccolto prove circa l'uso illegale di bombe non guidate contro centri densamente popolati così come delle bombe a grappolo, che per loro natura sono armi indiscriminate.

"L'offensiva congiunta russo-siriana su Aleppo sta facendo pagare un duro prezzo alla popolazione civile, costringendo numerose migliaia di persone alla fuga e alimentando il timore di un ulteriore assedio, dato che le vie di rifornimento verso le zone controllate dall'opposizione sono state bloccate. Non vediamo come la comunità internazionale possa dirsi sorpresa di questo esodo", ha proseguito Elsayed-Ali.

 "La conferenza dei donatori svoltasi il 4 febbraio a Londra si è impegnata a versare 10 miliardi di dollari in favore delle persone colpite dalla guerra della Siria, ma gli sviluppi odierni testimoniano ulteriormente l'urgenza di questi fondi. La Turchia, insieme al Libano e alla Giordania, sta ospitando un numero enormemente sproporzionato di rifugiati ed è fondamentale che la comunità internazionale dia seguito agli impegni e metta inoltre a disposizione un numero maggiore di posti per il reinsediamento", ha concluso Elsayed-Ali.

 

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