Giovedì 18 Gennaio 2018 - 22:00

Centrodestra, firmato programma Cav-Salvini-Meloni ma è scontro con Fitto

E nell'ipotetico governo Berlusconi, Matteo Salvini potrebbe essere scelto come ministro dell'Interno

Silvio Berlusconi ha le idee chiare, come sempre: con una sentenza a favore da parte di Strasburgo "non potrei tirarmi indietro e tornerei a guidare il Governo". In caso contrario l'ex Cav ha un asso nella manica: "Ci sarà un autorevolissimo premier che saprà dirimere i contrasti che sorgeranno". E questo nome non è Matteo Salvini. Il leader del Carroccio, secondo i piani dell'ex premier, "centravanti di sfondamento com'è, potrebbe andare bene come ministro dell'Interno".

Ovviamente il leghista rimanda al mittente l'offerta: "Le idee su come rendere l'Italia più sicura le ho chiare. Aspettiamo il voto il 4 marzo. Se gli italiani all'interno del centrodestra sceglieranno la concretezza della Lega allora sarò io come premier a scegliere la squadra migliore". Il gioco dei numeri rischia di logorare il centrodestra, con Berlusconi convinto di portare a casa il dominio della coalizione (fino ad oggi i sondaggi non gli danno di certo torto) e Salvini che è convinto nello sprint finale, tanto da porter dettare lui stesso le regole.

La battaglia dei numeri avrà fine solo il 4 marzo, e Berlusconi punta alto: "Il 45 % è il traguardo minimo che ci siamo dati, perché spero di superarlo e avere larga maggioranza, alla Camera e al Senato, per poter governare e realizzare questo programma che abbiamo preparato". Insomma la leadership resta ancora un tasto dolente, ma non sarà sciolta di certo in questi giorni.

È l'affair collegi e soprattutto il peso che in questa partita dovrà avere 'la quarta gamba' di Raffaele Fitto e Lorenzo Cesa ad agitare la coalizione di centrodestra. L'ex Cav sa che solo con il loro contributo si può tentare l'impresa del 40 per cento, e adesso sono loro a mettere le condizioni e soprattutto a minacciare la rottura. Vari incontri si sono susseguiti nel pomeriggio di oggi a Palazzo Grazioli con Noi con l'Italia-Udc, terminati con una inesorabile 'fumata nera'. Fitto ha definito l'esito dell'incontro "non positivo" e poi ha aggiunto: "In questo momento le cose non vanno bene. Ci sono difficoltà abbastanza oggettive". I 13 collegi offerti non sono stati digeriti tantomeno il rialzo: intorno ai 20. Il polo, nato a sostegno della coalizione, non ha gradito "metodo e modi" viene spiegato, "si sono incontrati sempre a tre e poi ci hanno presentato la pappa pronta, senza possibilità di discussione". Sarà "difficile" aggiungono fonti vicine ai vertici di 'Noi con l'Italia-Udc' "trovare un'intesa a queste condizioni". Non è però rottura, il dialogo è ancora aperto e possibilista, a patto che "anche noi entriamo nella trattativa con pari dignità". Berlusconi avrebbe assicurato a Cesa e Fitto che avrebbe portato agli alleati le loro istanze nel vertice di questa sera a palazzo Grazioli. 'Noi con l'Italia-Udc' attende il responso e molto probabilmente rivedranno il leader azzurro domani.

Durante il vertice di questa sera i tre hanno firmato il programma "ampiamente condiviso" spiega Berlusconi intervistato da Paolo Del Debbio a Quinta Colonna, dove non ha risparmiato critiche al Movimento 5 Stelle e il suo candidato premier Luigi Di Maio: "È assolutamente inaccettabile e impresentabile che un ragazzo dal bel faccino ed eloquio pronto possa avere in mano il governo della nazione, essendo giovanissimo, avendo 31 anni, non essendosi mai laureato e non avendo mai fatto seriamente un lavoro".

Scritto da 
  • Donatella Di Nitto
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