Giovedì 24 Marzo 2016 - 21:00

Bruxelles, decalogo Ue anti-terrorismo: più intelligence e controlli

A 48 ore dagli attacchi di martedì un decalogo delle iniziative che possono essere intraprese nella lotta al terrorismo

Angelino Alfano

 In una dichiarazione congiunta i ministri europei della Giustizia e dell'Interno al termine dell'odierno vertice svoltosi a Bruxelles a 48 ore dagli attacchi di martedì, hanno stilato un decalogo delle iniziative che possono essere intraprese nella lotta al terrorismo. Alla riunione, per l'Italia, hanno partecipato Angelino Alfano e Andrea Orlando. Tale decalogo, spiega la nota, nasce dopo aver sentito dalle autorità belghe il modo in cui si trovano ad affrontare questa crisi, ma anche dopo aver appreso di schemi ricorrenti negli attacchi terroristici e nelle reti di supporto. Il decalogo prevede:
1 - Rafforzare gli sforzi nazionali combinati per indagare sulle reti coinvolte negli attacchi Parigi e Bruxelles e altre reti analoghe.

2 - Si deve adottare la direttiva Pnr antro aprile 2016, la sua attuazione è una questione d'urgenza.

3 - Proseguire il rapido completamento della legislazione in materia di lotta al terrorismo con controlli sistematici: alle frontiere esterne dello spazio Schengen, sul controllo nell'acquisizione e nella detenzione delle armi da fuoco. Auspicabile poi l'estensione del sistema di informazione sui casellari giudiziari europei (Ecris) ai cittadini di Paesi terzi oltre all'attuazione del piano d'azione per la lotta contro il finanziamento del terrorismo. Prevista poi la lotta contro la frode dei documenti e la piena attuazione delle norme vigenti comunitarie in materia di vendita dei precursori di esplosivi. Infine rafforzare la cooperazione nella lotta al terrorismo tra l'Unione europea, la Turchia, i Paesi del Nord Africa, il Medio Oriente e i Balcani occidentali.

4 - Condividere informazioni con le autorità e gli operatori dei trasporti a seconda dei casi, in modo che le valutazioni di rischio possa essere condotta in modo efficace ed efficiente, e misure di mitigazione possono essere aggiornate in funzione dei potenziali minacce per il trasporto.

5 - Aumentare l'alimentazione sistematica, l'uso costante e l'interoperabilità delle banche dati europee e internazionali in materia di sicurezza. La Commissione presenterà nelle prossime settimane una comunicazione sulle frontiere intelligenti e l'interoperabilità. In questo contesto, occorre accelerare i lavori sullo sviluppo di un sistema di riconoscimento delle impronte digitali europeo integrato. Il coordinatore antiterrorismo dell'Ue, la presidenza europea, la commissione, le agenzie competenti e gli esperti uniranno le forze per presentare entro il giugno 2016 risultati concreti, in particolare per migliorare la raccolta, la verifica e il collegamento delle informazioni nel settore della lotta al terrorismo.

6 - Trovare il modo per garantire ed ottenere in modo più rapido ed efficace le prove informatiche, intensificando la cooperazione con i Paesi terzi e con i fornitori di servizi che sono attivi sul territorio europeo. La riunione del consiglio europeo di giugno individuerà misure concrete per affrontare questo problema complesso.

7 - Ccontinuare a sviluppare misure di prevenzione efficaci, in particolare migliorando la diagnosi precoce di segni di radicalizzazione a livello locale. La Commissione intensificherà il lavoro con le aziende informatiche, in particolare nel Forum Internet UE, per contrastare la propaganda terroristica, sviluppando da giugno 2016 un codice di condotta contro le espressioni di odio on-line.

8 - Sostenere pienamente il lavoro del gruppo antiterrorismo (CTG), in particolare accelerando ulteriormente la creazione di una piattaforma dedicata, garantendo in tempo reale, lo scambio di informazioni multilaterali.

9 - Uso più regolarmentato di squadre investigative comuni, che hanno dimostrato la loro utilità dopo gli attacchi di Parigi, per coordinare le indagini e raccogliere prove.

10 - Istituire una squadra di collegamento congiunto di esperti nazionali nella lotta al terrorismo, che si baserà sulla capacità delle forze dell'ordine di Europol di monitorare la minaccia dei foreign fighters, i flussi di finanziamento del terrorismo, le armi da fuoco illegali, e la propaganda on-line.

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