Mercoledì 30 Marzo 2016 - 19:45

Acido, Boettcher condannato a 23 anni di reclusione

Dopo i 14 anni per l'aggressione di Pietro Barbini è la seconda sentenza nei confronti del broker

Stefano Savi durante sentenza Alexander Boettcher per il processo dell'acido al Tribunale di Milano

Alexander Boettcher è stato condannato a  23 anni di reclusione per associazione a delinquere e lesioni gravissime per i blitz con l'acido ai danni di Stefano Savi e Giuliano Carparelli e per il ruolo giocato nel tentativo di Martina Levato di evirare il compagno di università Antonio Margarito. Per Boettcher il pm Marcello Musso aveva chiesto una condanna a 26 anni. In aula, ad ascoltare il verdetto di cui il presidente Elena Bernante ha dato lettura, c'erano oltre al l'imputato anche le vittime Stefano Savi, accompagnato dal papà Alberto, e Antonio Margarito, che sedeva accanto alla sorella maggiore. Presente anche il papà di Pietro Barbini, Gherardo Barbini e la sorella della vittima della "banda dell'acido". In aula c'erano anche il pm Alberto Nobili, che ha coordinato le indagini insieme al pm Marcello Musso, e Maria Josè Falcicchia, a capo dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Milano che ha svolto le indagini. Boettcher è già stato condannato a 14 anni, con rito abbreviato, insieme alla ex compagna Martina Levato, che per le aggressioni a Savi, Carparelli e Antonio Margarito è stata condannata, sempre in abbreviato, a 16 anni.

LA SCHEDA SU ALEXANDER BOETTCHER CONDANNATO PER I BLITZ PUNITIVI

CONDANNA A PAGARE 1,2 MLN A SAVI. Il collegio presieduto da Elena Bernante ha escluso per Boettcher l'aggravante della crudeltà, ma lo ha condannato all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e a 3 anni di libertà vigilata dopo aver scontato la pena. Boettcher, che ha scelto di non essere in aula durante la lettura del verdetto ma di ascoltare la decisione dei giudici da una stanza attigua, è stato condannato a pagare 1,2 milioni di euro di provvisionale a Stefano Savi e 60mila euro ai genitori e al fratello, 59mila euro a Carparelli e 10mila euro a Margarito, sempre a titolo di provvisionale. Le motivazioni verranno depositate tra 90 giorni.
 

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BOETTCHER: IN DUE ORE..."In appena due ore di camera di consiglio, che sentenza ci si poteva aspettare?". Queste le prime parole che Alexander Boettche ha detto ai sui avvocato Michele Andreano e Giovanni Maria Flora dopo il verdetto. "Alexander ha preferito non essere fotografato e ripreso e quindi non è entrato in aula durante la lettura della sentenza, ma ha ascoltato tutto da una stanza attigua" all'aula del processo. Se il broker 30enne non ha perso la calma, diversa è stata la reazione della madre, Patrizia Ravasi, che è scoppiata in lacrime ed è stata accompagnata fuori dal Tribunale dai carabinieri, proprio per evitare flash e telecamere.

PM: VITTORIA SCHIACCIANTE. Parla di "vittoria schiacciante" il pm Marcello Musso. "Non posso che esprimere soddisfazione perché il Tribunale ha riconosciuto l'esistenza di un'associazione a delinquere - ha aggiunto Musso - Siamo arrivati a sentenza in un anno e tre mesi: questo è uno splendido esempio per tutta Italia di come si amministra la giustizia".

SAVI: SPERO NON ESCA PIU'. Dopo la prima condanna a 14 anni per l'aggressione a Pietro Barbini e la seconda condanna a 23 anni di reclusione per gli altri blitz con l'acido "spero che Boettcher non esca più" dal carcere. Lo ha detto Stefano Savi, sfigurato sotto casa in via Quarto Cagnino a Milano la sera del 1 novembre  2014, dopo la lettura del verdetto. Stefano Savi ha detto di essere "sollevato" perché con la decisione presa dai giudici dell'undicesima sezione penale "giustizia è stata fatta". Savi ha partecipato a tutte le udienze del processo a carico di Boettcher e ha tenuto sempre "un atteggiamento umile".  Con il broker, in aula, c'è stato "solo un gioco di sguardi e nulla di più". Per lui Alexander, Martina Levato e il complice Andrea Magnani "si sono rovinati da soli". "Da domani si ricomincia - ha aggiunto Stefano Savi - e penso che il mio futuro, nonostante tutto, sarà roseo" nonostante abbia già subito 16 operazioni per rimediare alle bruciature provocategli dal liquido corrosivo, e a maggio e settembre dovrà finire nuovamente sotto i ferri.

IL PADRE DI STEFANO. "Ringrazio il pm Musso per tutto quello che ha fatto fin dall'inizio senza avere grandi certezze. Ha fatto un grandissimo lavoro per avere giustizia per Stefano". Lo ha detto Alberto Savi, papà di Stefano Savi. "Mio figlio Stefano ha subito detto che ha avuto giustizia - ha detto il padre dopo la lettura del verdetto - adesso è contento, ha chiuso questo cerchio e sa veramente chi è stato a provocare tutto questo. C'è stato un primo passaggio con la condanna di Levato e Magnani e adesso abbiamo chiuso il cerchio con la condanna di Boettcher. Da domani si ricomincia tutto quanto. Abbiamo smesso di vivere il 2 novembre 2014 e ora ricominciamo".

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