“Ormai siamo di casa, se non fosse così emozionante, diventerebbe quasi una ricorrenza annuale. C’è quasi un po’ di abitudine, è una bella cosa”. Angelo Binaghi, presidente della Federtennis risponde così ai giornalisti dopo la visita al Quirinale con il presidente Mattarella che ha incontrato le squadre maschili e femminili di tennis. “Per i primi vent’anni io qua non ci sono mai entrato. Mi ha portato per la prima volta Berrettini quando fece il finale di Wimbledon e fummo buoni profeti perché dicemmo al Presidente, noi questa volta siamo finalisti, mentre la nazionale di calcio aveva vinto l’Europeo. Vedrà che da qua a qualche tempo noi qua diventeremo di casa, così è successo. Forse adesso stiamo anche esagerando un po’ troppo, però troveremo un buon equilibrio. Ho anche strappato la promessa al Presidente di venire agli internazionali”. Binaghi ha poi parlato della recente vittoria di Sinner a Madrid: “Io e Jannick ci sentiamo il meno possibile. Ci siamo sentiti col suo staff e credo che tutti gli italiani gli debbano fare un monumento perché dopo una stagione così intensa, lui anziché riposarsi verrà a Roma a cercare di vincere questo torneo dopo 50 anni”, ha aggiunto.
