“È un giorno particolare, perché per la prima volta vedrò ‘Un sacco bello’ in sala. Ai tempi ero ansioso, timido, avevo paura della folla e del giudizio”. Così Carlo Verdone a margine della presentazione del restauro di “Un sacco bello” al Barberini di Roma. “Quando andai un pomeriggio con mia moglie” al cinema Cola di Rienzo – ha raccontato – “ci mettemmo in fondo, ma mi hanno riconosciuto subito e sono scappato dopo 15 minuti. Il primo dei miei film in sala che ho visto è stato “Troppo forte”. Era un errore non andare perché è importante sentire le reazioni del pubblico, ma ero un ragazzo timido ed emotivo”. Della Roma di inizio anni 80, immortalata dalla pellicola, “rimpiango la poesia – ha spiegato l’attore e regista – quell’estate piena di solitudine in cui sentivi il rumore delle cicale. È una Roma che ho avuto il privilegio di fotografare per l’ultima volta. Oggi non senti più le cicale, le campane, quel silenzio. Siamo invasi dai turisti e senti solo il rumore dei trolley e dei monopattini”.
