“Se ci sono e a che stato sono le trattative con gli USA? Il nostro approccio, come ha detto il presidente venerdì scorso, è che si tratta di questioni molto sensibili e le gestiamo con discrezione, quindi non ho molti più dettagli di quelli forniti dal presidente. Posso confermare, e lo posso confermare categoricamente ed è in linea con quanto detto dal presidente, che il sistema politico cubano non è oggetto di negoziazione. E, naturalmente, né il presidente né la posizione di alcun dirigente a Cuba sono oggetto di negoziazione con gli Stati Uniti o con il governo di nessun altro paese. Noi non abbiamo richiesto alcun cambiamento costituzionale negli Stati Uniti né abbiamo chiesto che vengano licenziati o esclusi dal governo funzionari. Le differenze politiche che abbiamo con gli Stati Uniti vengono gestite in altro modo e nella negoziazione non ci sono richieste di Cuba al sistema politico degli Stati Uniti”. Così il viceministro delle relazioni estere cubano Carlos Fernández de Cossío, durante una conferenza stampa convocata a L’Avana. Il viceministro entra poi nel dettaglio del dialogo, asserendo che “nelle negoziazioni con gli Stati Uniti ci sono una gran quantità di temi di interesse reciproco”. Tra questi non mancano questioni più vecchie, rimaste in sospeso, come il tema dei risarcimenti: “Gli Stati Uniti hanno rivendicazioni contro Cuba, come Cuba ha rivendicazioni contro gli Stati Uniti. nei confronti degli Stati Uniti, per il danno causato dall’embargo, per il danno fisico causato alla nostra popolazione. Noi pensiamo di avere diritto a un risarcimento, come negli Stati Uniti ci sono persone che naturalmente considerano di avere diritto a un risarcimento”.
