“Ci aspettiamo che sia fatta giustizia per nostra figlia”. Così i genitori di Flamir e Genzine Sula, i genitori di Ilaria, la 24enne uccisa nel marzo del 2025 dall’ex fidanzato Mark Samson. “Ci sono ancora dei dettagli che non si capiscono. L’orario ad esempio non convince, ogni volta cambia versione. Non credo stia coprendo qualcuno ma vogliamo chiarezza”, hanno proseguito dopo la deposizione del ragazzo nell’aula bunker di Rebibbia davanti alla terza Corte d’Assise di Roma. “Mia figlia era il nostro sole – ha continuato il padre – Ogni mattina che mia moglie si alzava, vedeva il sole e diceva: questa è mia figlia”. Sul rapporto tra Ilaria e Samson, l’uomo poi spiega che loro non erano a conoscenza di cosa stesse accadendo nel loro rapporto, nemmeno che avesse intenzione di lasciarlo. “Sapevamo che era una storia importante, era il primo amore. Noi neanche volevamo stesse con questo ragazzo, troppe differenze culturali avevamo paura”.
Nel corso dell’udienza, i genitori di Ilaria sono usciti dall’aula per qualche minuto, dopo che la mamma ha avuto un malore: “Sono giorni difficili – ha spiegato la donna – Sentire quelle cose, ricordare gli ultimi istanti della vita di mia figlia è doloroso”. “Mi mancava il respiro – ha aggiunto – Non so nemmeno chi ci dia ancora la forza per andare avanti, solo Ilaria può darmi questa forza”. “Come ho già detto – ha concluso il padre – non chiedo vendetta, ma solo giustizia e la giustizia significa ergastolo”.
