L’azienda è cresciuta in maniera solida anche nel 2025, arrivando a sfiorare i 4 miliardi e 900 milioni di euro“. Così Lucia Aleotti, azionista e membro del Board Menarini, parlando con LaPresse margine del consueto incontro alla Camera di Commercio di Firenze in cui vengono analizzati i dati dell’anno precedente e le previsioni sul futuro. “Gli Stati Uniti sono il nostro secondo paese, in cui siamo presenti solo con l’oncologia. Abbiamo superato i 500 milioni di euro”, continua ancora Aleotti, che sottolinea come a differenza dello scorso anno, nel 2025 “anche la Cina è cresciuta e ha invertito un trend negativo che durava da un paio d’anni”. “Dazi? L’effetto di turbolenze a livello internazionale lo abbiamo visto sul tema delle forniture, così come l’incremento dei costi”, spiega a LaPresse l’azionista, che poi fa il punto sugli investimenti di Menarini: “L’azienda ha aumentato gli investimenti in ricerca e sviluppo anche nel 2025. Siamo arrivati a 540 milioni di euro e mi piace sottolineare che per noi questo è realmente un impegno strategico, che va di pari passo con il desiderio di autofinanziare la nostra crescita per non essere dipendenti in alcun modo da finanziamenti esterni”. Infine, Aleotti commenta le critiche sull’aumento della spesa farmaceutica in Italia: “è assolutamente un falso storico”, spiega, perché “se guardiamo addirittura alla spesa convenzionata, cioè quella in farmacia, rispetto a 20 anni fa da 12 miliardi di euro nel 2006 siamo arrivati a 8 miliardi, quindi con un crollo del 33% rispetto a prima”. “Non solo – conclude – ma i prezzi dei farmaci, nella parte convenzionata, sono i più bassi d’Europa”.
