“Io sono indagata a piede libero perché sarei, secondo 300 pagine di accusa che sono una sintesi di 2.000 pagine scritte dall’intelligence israeliana e consegnate brevi manu fisicamente a Genova, il megafono italiano di Hamas”. Così la giornalista Angela Lano, direttrice dell’agenzia Infopal, spiega in un’intervista a La Presse i motivi che l’hanno portata sotto la lente della Procura di Genova, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti finanziamenti italiani ad Hamas che sarebbero gestiti dall’architetto palestinese Mohammad Hannoun, in carcere dal 27 dicembre. “Tutto questo mi fa ridere, se non fosse tragico. È ridicolo. Basta sfogliare Infopal: siamo lì da 20 anni e soprattutto negli ultimi due abbiamo scritto di morti e feriti, feriti e morti, un conteggio del genocidio a Gaza angosciante da dover mettere. Poi editoriali, commenti, notizie e cose prese da vari siti, con tanto di fonti sempre. Certo, nella varietà di fonti avrò messo anche le dichiarazioni di Hamas, ma perché sono quelli che controllano, amministrano la Striscia di Gaza, come ho messo anche Fronte Popolare e altre”.
