Intervista a Angelo Pittro. Sostenibilità, diversità e comunità le parole chiave della ripresa

Sostenibilità, diversità e comunità. Sono le tre parole su cui secondo Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia, dovrà basarsi la possibile ripresa del turismo in Italia dopo le difficolta causate dall’emergenza coronavirus.

“Il settore è stato colpito da uno tsunami – ha dichiarato Pittro, sentito da LaPresse -. Certo, il turismo è calato perché abbiamo perso i flussi che arrivano dall’estero, ma la cosa interessante è che i viaggiatori quest’anno si sono mossi in direzioni diverse dalle solite”. A un calo delle presenze nelle grandi città d’arte, come Roma, Venezia e Firenze, è infatti corrisposta una riscoperta dei borghi e delle destinazioni meno ‘battute’, anche per la necessita di evitare i luoghi più affollati a causa della pandemia. “Questo indica da dove ripartire in futuro, perché quel tipo di scelta da parte dei turisti esprime il bisogno di scoprire i luoghi più intatti e che restituiscono un’idea di vacanza meno industriale”, ha dichiarato Pritto. “Noi come Lonely Planet – ha continuato il direttore – abbiamo pubblicato da poco quelle che normalmente sono le nostre classifiche delle mete da visitare nel 2021. Ripensando l’approccio abbiamo segnalato tutte quelle realtà che vanno in direzione di un turismo sostenibile. Sostenibilità è una delle parole chiave”. Le altre due, secondo Pittro, sono diversità e comunità: “Con la prima si intende la capacità di ogni territorio di conservare la propria identità, mentre la comunità è la capacità di riuscire a far si che il turismo sia fonte di ricavi per chi vive nel territorio. Alcune multinazionali, invece, sfruttano una località per poi portare i guadagni altrove”.

La tendenza dei turisti a esplorare nuove possibilità è testimoniata anche dal fatto che la guida più venduta in Italia da Lonely Planet (che da oltre 50 anni è impegnata nel settore) sia intitola ‘Italia on the road’, nella quale vengono raccontati circa 50 itinerari che si possono fare nel Belpaese. Tuttavia, secondo Pittro, si deve fare qualcosa in più. “I viaggiatori – ha aggiunto il direttore – hanno una forte responsabilità, quella di saper scegliere destinazioni e strutture che vadano nella direzione di un turismo sostenibile. Noi tutti, editori, viaggiatori, esercenti, ristoratori e albergatori, dobbiamo andare in questa direzione, perché così si moltiplicano le strutture che perseguono una forma di turismo non devastante”.

La stessa crisi che sta colpendo le località sciistiche per ragioni legate al Covid-19 potrebbe portare alla ribalta il ‘turismo lento’. “Mi dispiace per queste difficoltà. Ma potrebbe essere un’occasione per scoprire un’altra montagna, lenta, fatta di passeggiate, di ciaspole, del provare i rumori e i colori del territorio. Un esempio? La Sardegna, di cui conosciamo soltanto piccole porzioni spesso troppo visitate e solo in periodi molto brevi dell’anno. Io preferisco immaginarmi in un luogo tradizionale, magari un edifico in pietra, nel centro della Sardegna a respirare aria pura mentre scopro piccoli borghi poco frequentati. Questo è il bisogno che più sentiamo dopo quanto abbiamo vissuto e stiamo vivendo”, ha concluso il direttore di Lonely Planet.

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