Trump contro il Papa, Parolin: “Oggi ascolteremo Rubio. Attacchi a Leone sono strani”

Trump contro il Papa, Parolin: “Oggi ascolteremo Rubio. Attacchi a Leone sono strani”
Papa Leone XIV e il cardinale Pietro Parolin (foto AP/Andrew Medichini)

“Dialogo diretto con il presidente Usa? Santo Padre non si è mai tirato indietro di fronte a nessuno”

Il Vaticano tende la mano agli Stati Uniti, ma senza rinunciare alla linea del dialogo e del disarmo. A ribadirlo è il Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, intervenuto a margine di un evento all’Augustinianum, dove ha affrontato diversi temi internazionali ed ecclesiali: dai rapporti con Washington ai conflitti globali, fino al dibattito interno alla Chiesa sulle benedizioni alle coppie omosessuali.

Parolin ha confermato l’attesa per l’incontro di domani con il segretario di Stato americano Marco Rubio, sottolineando che l’iniziativa diplomatica è partita dagli Stati Uniti. “L’incontro di domani (oggi per chi legge n.d.r.) col Segretario di Stato Usa, Marco Rubio? Ascolteremo, l’iniziativa è partita da loro. Immagino che si parlerà di tutto quello è successo in questi giorni, ma sì parlerà anche di conflitti, di America Latina e immagino anche di Cuba”, ha spiegato il cardinale.

Il numero due della diplomazia vaticana ha poi difeso l’operato di Papa Leone XIV, respingendo le critiche rivolte al Pontefice per le sue posizioni sullo scenario internazionale. “Non vorrei entrare in giudizi, in valutazioni personali su questa cosa. Io credo che il Papa fa quello che deve fare: il Papa fa quello che deve fare il Papa, e quindi, attaccarlo in questa maniera o rimproverare quello che mi pare un po’ strano, perlomeno, ecco, un po’ strano”, ha detto Parolin.

Sul possibile dialogo diretto tra Papa Leone XIV e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il Segretario di Stato Vaticano ha mantenuto una linea prudente ma aperta. “Adesso è prematuro, credo, dire ci sarà o non ci sarà un colloquio. Io credo che il Santo Padre è aperto a tutte le cose, non si è mai tirato indietro di fronte a nessuno. Quindi se ci fosse l’offerta anche o la richiesta di un dialogo diretto con il Presidente Trump immagino che non avrebbe nessuna difficoltà per accettarlo”, ha spiegato.

Parolin ha quindi ribadito il peso strategico degli Stati Uniti nei rapporti internazionali e nei dossier seguiti dalla Santa Sede. “Non si può prescindere dagli Stati Uniti, credo che nonostante qualche difficoltà che c’è, loro rimangono, certamente, un interlocutore per la Santa Sede anche perché, evidentemente, hanno un ruolo in quasi tutte le situazioni che oggi viviamo. C’è un riferimento al ruolo e noi ne teniamo conto”.

Nel corso dell’incontro, il cardinale è intervenuto anche sulla questione delle benedizioni alle coppie omosessuali da parte di alcuni vescovi tedeschi, invitando alla cautela. “Per quanto riguarda la volontà dei vescovi tedeschi di benedire le coppie omosessuali è prematuro parlare di sanzioni”, ha affermato. “Siamo in dialogo, vediamo cosa succede. È prematuro dire cosa farà la Santa Sede, è una decisione che aspetta il Papa, ma comunque abbiamo già da tempo iniziato un dialogo su questo punto, esprimendo ciascuno i propri punti di vista e io credo che si riuscirà a trovare una una composizione che sia quello che abbiamo detto anche per quanto riguarda il tema della sinodalità. Qualsiasi decisione deve essere in accordo con il diritto canonico, con il Consiglio Vaticano II, con la tradizione della Chiesa”.

Infine, Parolin ha voluto chiarire la posizione vaticana sul nucleare iraniano e sui tentativi diplomatici per fermare i conflitti. Rispondendo a chi sosteneva che per il Papa fosse irrilevante un Iran dotato di arma atomica, il cardinale ha replicato: “L’affermazione secondo cui per il Papa sia irrilevante che l’Iran possa avere l’atomica non è un’affermazione corretta. Come ha detto il Papa bisogna parlare nella verità”.

“La Santa Sede, – ha aggiunto Parolin- come ha sempre lavorato, continua a lavorare proprio per il disarmo nucleare, quindi non può accettare” che si dica che abbia “promosso questo accordo. La posizione della Santa Sede è molto chiara a questo riguardo”. Quanto alla strada per arrivare alla pace, il Segretario di Stato ha insistito sulla necessità del confronto diplomatico: “Il dialogo. Questo conflitti non si possono risolvere con la forza, ma vanno risolti attraverso un negoziato di buona volontà e sincero”.

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