La parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio a Roma attende l’arrivo di Papa Leone XIV, che questa mattina compirà una visita pastorale, la seconda nelle parrocchie romane dopo quella di domenica scorsa a Ostia. Nell’area della parrocchia, zona stazione Termini, sono state rafforzate le misure di sicurezza.
“In questo tempo di grazia, pratichiamola generosamente, assieme all’orazione e alle opere di misericordia: diamo spazio al silenzio; facciamo tacere un po’ i televisori, le radio, gli smartphone”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso dell’Angelus in Piazza San Pietro. Il Papa ha anche ricordato che fama e ricchezza sono solo “miseri surrogati” della gioia. -“Meditiamo la Parola di Dio, accostiamoci ai Sacramenti; ascoltiamo la voce dello Spirito Santo, che ci parla nel cuore, e ascoltiamoci a vicenda, nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità. Dedichiamo tempo a chi è solo, specialmente agli anziani, ai poveri, ai malati. Rinunciamo al superfluo e condividiamo ciò che risparmiamo con chi manca del necessario”.
“Il Papa ci ha ringraziato per il lavoro che facciamo con i più poveri. Ci ha invitato a lavorare in rete con le altre realtà ecclesiali e a mettere insieme i giovani con i più poveri. Il Papa ha ringraziato la comunità salesiana per ciò che fa nel mondo e ha raccontato che quando era ragazzo ha frequentato un incontro vocazionale con i salesiani, ma poi ha abbracciato gli agostiniani specificando che comunque i salesiani gli sono rimasti del cuore. In questi 10 mesi di Pontificato il Papa ha poi ricordato di aver visitato più comunità salesiane che agostiniane”. Lo ha detto don Francesco Marcoccio, direttore della Sede Centrale dei Salesiani e rettore della basilica del Sacro Cuore di Gesù di Castro Pretorio a Roma parlando con i giornalisti al termine della visita di Papa Leone XIV a Castro Pretorio.
“Qui sono venuti tre Papi: Giovanni Paolo II nel 1987, Papa Francesco nel 2014 e oggi Papa Leone XIV. La sua vicinanza è stato il regalo più bello. Ha guardato tutti negli occhi e ha stretto le mani. Gli ho presentato il gruppo del consiglio pastorale e la cosa più bella è stata che quando gli ho presentato il professore di lingua italiana gli ha detto: ‘Il prossimo allievo posso essere io’. È stato un grande atto di umiltà”. Così il parroco della parrocchia Sacro Cuore a Castro Pretorio di Roma don Javier Ortiz Rodriguez parlando con i giornalisti dopo la visita di Papa Leone XIV. “L’anno scorso abbiamo iniziato un progetto pastorale finalizzato ai giovani dell’università e per stare vicini alle persone che vivono in solitudine, perché qui c’è tanta solitudine. La visita del Papa ci ha dato ulteriore spinta”, ha aggiunto il parroco che ha ricordato come la parrocchia sia un crocevia, una sorta di “porto di terra”, definizione data da una ragazza stamattina.
Papa Leone XIV ha lasciato la parrocchia del Sacro Cuore a Castro Pretorio a Roma. Termina così la seconda visita nelle parrocchie romane. Uscendo il Pontefice ha salutato i fedeli. Dopo la messa Prevost ha ha visitato le camere di don Bosco, stanze dove San Giovanni Bosco ha vissuto per un periodo, ha incontrato il consiglio pastorale della parrocchia, la comunità dei Salesiani ed ha sostato in preghiera al Tabernacolo.
Il Battesimo “chiama a vivere l’amicizia con Gesù e, così, ad entrare nella sua comunione con il Padre. Questa relazione piena di grazia ci rende capaci di vivere anche un’autentica prossimità con gli altri, una libertà che – a differenza di quanto il diavolo propone a Gesù – non è ricerca del proprio potere, ma amore che si dona e che ci rende tutti fratelli e sorelle”. Così Papa Leone XIV nell’omelia nella parrocchia di Castro Pretorio a Roma.
“Fratelli e sorelle, il Papa Leone XIII chiese a San Giovanni Bosco di costruire proprio qui la chiesa dove noi oggi ci troviamo. Egli aveva intuito la centralità di questo luogo, accanto alla Stazione Termini e in un crocevia unico della città, destinato a diventare nel tempo ancora più importante. Per questo, carissimi, incontrandovi oggi vedo in voi uno speciale presidio di prossimità, di vicinanza dentro le sfide di questo territorio. In esso infatti sono numerosi i giovani universitari, i pendolari che vanno e vengono per motivi di lavoro, gli immigrati in cerca di occupazione, i giovani rifugiati che hanno trovato nella sede qui a fianco, per iniziativa dei Salesiani, la possibilità di incontrare coetanei italiani e realizzare progetti di integrazione; e poi ci sono i nostri fratelli che non hanno una casa e che trovano accoglienza negli spazi della Caritas di via Marsala”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’omelia nella messa celebrata nella parrocchia Sacro Cuore a Castro Pretorio di Roma.
Alla parrocchia di Castro Pretorio di Roma “in pochi metri si possono toccare le contraddizioni di questo tempo: la spensieratezza di chi parte e arriva con tutte le comodità e coloro che non hanno un tetto; le tante potenzialità di bene e una violenza dilagante; la voglia di lavorare onestamente e i commerci illeciti delle droghe e della prostituzione. La vostra parrocchia è chiamata a farsi carico di queste realtà, ad essere lievito di Vangelo nella pasta del territorio, a farsi segno di vicinanza e di carità. Ringrazio i Salesiani per l’opera instancabile che portano avanti ogni giorno, e incoraggio tutti a continuare ad essere proprio qui una piccola fiammella di luce e di speranza”. Così Papa Leone XIV nel corso dell’omelia nella messa celebrata nella parrocchia Sacro Cuore a Castro Pretorio di Roma.
All’arrivo nel cortile della basilica del Sacro Cuore a Castro Pretorio a Roma, Papa Leone XIV ha salutato un gruppo di senza dimora e giovani della Comunità di Sant’Egidio, che tre volte la settimana distribuiscono pasti caldi e coperte alla Stazione Termini. “Che bella iniziativa!”, ha detto il Papa sfogliando una copia della guida ‘Dove mangiare, dormire, lavarsi’ e ringraziando i volontari per il loro impegno.
“Grazie per l’accoglienza e per questa gioia. Quanto è bello trovarci in un posto dove tutti e tutte sono benvenuti. Questa mattina vediamo qui persone da diversi Paesi del mondo, un’unità che solo Gesù rende possibile”. Così Papa Leone XIV rivolgendosi ai fedeli presenti nel cortile della parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, Roma “Che bella questa accoglienza. Domenica è sempre un giorno di speranza” ha detto ancora il Papa che ha poi fatto riferimento alla storia della parrocchia eretta ai tempi del “mio predecessore Leone XIII” e di “don Bosco”. “Una storia che non è solo del passato”, ma che vive ancora oggi “nel servizio e nella carità”. Il Papa ha poi rivolto un saluto speciale ai bambini presenti.
Nel corso del suo giro di saluti il Papa ha stretto mani. Tra la folla è spuntata una bandiera del Perù e poi anche un cartellone con la scritta: ‘Ci sposiamo. Ci benedici?’.
Papa Leone XIV è arrivato alla parrocchia del Sacro Cuore a Castro Pretorio a Roma. Il Pontefice, giunto intorno alle 8.15, è stato accolto dai fedeli e dalle campane a festa. Prevost dopo essere sceso dall’auto ha salutato le persone presenti nel cortile della parrocchia.
“Oggi siamo qui in via Marsala al Sacro Cuore a Castro Pretorio. Siamo al centro della città, ma è un centro che è anche una periferia perché accoglie ogni giorno centinaia di migliaia di persone che arrivano da altre parti d’Italia e del mondo” perché vicino alla stazione Termini. “Siamo alle spalle dell’Università la Sapienza quindi è davvero un crocevia di uomini di donne e di giovani siamo molto contenti c’è un clima di grande entusiasmo lo aspettiamo aspettiamo le sue parole”. Così il cardinale vicario della diocesi di Roma, Baldo Reina, parlando ai giornalisti in attesa di Papa Leone XIV a Castro Pretorio.
All’ingresso del cortile della parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio a Roma, dove arriverà Papa Leone XIV, per la seconda visita pastorale nelle parrocchie romane, campeggia uno striscione con la scritta ‘Ciao Papa Leone il Sacro Cuore al Castro Pretorio ti ringrazia’. All’interno del cortile invece sono già presenti centinaia di persone ed è stata esposta un’immagine di Papa Leone XIV e san Giovanni Bosco, il richiamo al fatto che la parrocchia sia salesiana. Tra i fedeli in attesa anche alcune persona senza fissa dimora. Presente anche la comunità di Sant’Egidio. Dalle finestre del cortile sono esposte anche bandiere di diversi Paesi del mondo.

