“Ho chiamato il 112 per aiutare Pamela, mettetelo sui giornali. Avviso di garanzia, che non dovevo chiamare il 112, mettetelo, scrivetelo. Perché un cittadino che chiama il 112 mentre ammazzano una ragazza è un reato. Hanno controllato proprietà non mie che non c’erano nell’avviso di perquisizione, questa è l’Italia”. Così Francesco Dolci, ex fidanzato di Pamela Genini, indagato dalla Procura di Bergamo per vilipendio e sottrazione di cadavere. I carabinieri, infatti, nei terreni di proprietà della famiglia Dolci, stanno proseguendo le ricerche della testa della 29enne, uccisa lo scorso ottobre dall’ex compagno Gianluca Soncin e la cui tomba è stata profanata nel cimitero di Strozza (nella Bergamasca).
Lo scorso 6 maggio Francesco Dolci era stato convocato al Comando provinciale carabinieri di Bergamo ed è stato interrogato dal pubblico ministero, alla presenza del suo legale di fiducia, l’avvocata Eleonora Pardi. In quella circostanza erano state effettuate delle perquisizioni nella casa dell’uomo ma i risultati sono stati coperti da segreto istruttorio ed esigenze investigative.
