L'ex premier ha portatao i nodi al pettine e ha fatto saltare il banco

 Dopo accelerazioni e rilanci, Matteo Renzi si concede l’azzardo finale. E porta a casa la partita. Non ci sarà, come il leader aveva annunciato, nessun Governo Conte bis bis: a palazzo Chigi – salvo colpi di scena – arriverà Mario Draghi. Non era la prima opzione per il politico di Rignano, che avrebbe preferito un Governo politico. Adesso, però, Italia viva è pronta a sostenere un Governo istituzionale. “Abbiamo ascoltato le sagge parole del Presidente della Repubblica Mattarella: ancora una volta ci riconosciamo nella Sua guida. E agiremo di conseguenza”, si affretta a twittare il leader, quando ancora il nome dell’ex presidente Bce non è stato ufficializzato.

 La giornata di ieri è stata una di quelle che impongono freddezza assoluta e scelte difficili. La trattativa con Dario Franceschini, Vito Crimi e Roberto Speranza è andata a rilento per giorni, tra gli “arrocchi inspiegabili” di M5S e Pd e “l’ostinazione” di Giuseppe Conte. Quando Vito Crimi sancisce che il Movimento “non arretrerà di un millimetro” su Alfonso Bonafede e Lucia Azzolina e non accetterà il nome di Teresa Bellanova al ministero del Lavoro, Renzi capisce di non poter tornare indietro. Dopo aver di fatto imposto il tavolo, decide di farlo saltare. “Inaccettabili”, a suo dire, i “niet” arrivati “dai colleghi della ex maggioranza”.

 Certo, se si escludono i renziani puri, la decisione non è semplice da far digerire. I gruppi temono ancora il voto anticipato, in pochi credevano che alla fine il banco sarebbe saltato davvero. Renzi allora tiene i parlamentari aggiornati nelle chat di gruppo. “La barzelletta che non si chiude sul verbale è, appunto, una barzelletta. Qui lo scontro è altissimo sui contenuti: dal Mes alle infrastrutture, dalla giustizia alla Torino -Lione e ovviamente sui nomi. Crimi ha detto che non intendono cedere su nessuno a cominciare da Bonafede e Azzolina. Domenico Arcuri e Mimmo Parisi non si toccano”, scrive. Quando la rottura è conclamata, non manca chi chiede aggiornamenti. “Mi fa sempre piacere sentirvi. Ma prima lasciamo che Mattarella decida. Facciamo riunioni sulle ipotesi concrete, non sulle veline del Pd – scrive il leader – Occhio che la maggioranza si sta assottigliando visto il posizionamento di Carelli. Noi restiamo tranquilli sul punto di assecondare lo sforzo del Capo dello Stato”. Il nome di Mario Draghi rasserena gli animi, anche dei più scettici. “Ha vinto lui, ha fatto fuori tutti”, commentano i suoi.

 “Il governo, lo diciamo da mesi, deve essere all’altezza. In questo momento così delicato – assicura Teresa Bellanova – non faremo mancare il nostro contributo ed il nostro apporto”.

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