Terno d’Isola (Bergamo), 29 ago. (LaPresse) – “Mi sembra un po’ tardi adesso. Si vede che prima avevano cose più urgenti da controllare probabilmente. Ma non è il mio lavoro, non posso giudicare”. Lo ha detto Sergio Ruocco ai cronisti, rientrando da lavoro a casa dei genitori di Sharon Verzeni a Bottanuco, in merito ai due giorni di ricerche disposti dagli inquirenti a Terno d’Isola per cercare, tra l’altro, il coltello con il quale la compagna è stata uccisa. Sull’ipotesi che il killer possa essere uno degli spacciatori che frequenta la piazza del paese, Ruocco ha risposto: “È passato un mese, è giusto controllare quello che si può controllare. È giusto controllare le persone, come controllano un po’ tutti. È giusto battere un po’ tutte le piste”. L’idraulico di 37 anni, che non è indagato, ha spiegato di non essere stato più sentito dai carabinieri e di non avere altri dettagli da aggiungere per le indagini, “altrimenti li avrei già chiamati”.

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