James Lovell, morto a 97 anni l’astronauta al comando di Apollo 13

James Lovell, morto a 97 anni l’astronauta al comando di Apollo 13
Da sinistra gli astronauti James Lovell, William Anders e Frank Borman – (AP Photo/File)

La Nasa: “Ha trasformato una potenziale tragedia in un successo dal quale abbiamo imparato moltissimo”

James Lovell, comandante dell’Apollo 13 che contribuì a trasformare una missione lunare fallita in un trionfo dell’ingegneria improvvisata, è morto. Aveva 97 anni.

La Nasa ricorda James Lovell

Lovell è deceduto giovedì 7 agosto a Lake Forest, nell’Illinois, secondo quanto comunicato oggi dalla Nasa in una nota. “Il carattere e il coraggio incrollabile di Jim hanno aiutato la nostra nazione a raggiungere la Luna e hanno trasformato una potenziale tragedia in un successo dal quale abbiamo imparato moltissimo“, ha detto la National Aeronautics and Space Administration. “Piangiamo la sua scomparsa mentre celebriamo i suoi successi”. L’astronauta americano volò nello spazio quattro volte: con Gemini 7, Gemini 12, Apollo 8 e Apollo 13. 

Il drammatico volo dell’Apollo 13

Nel 1968, l’equipaggio dell’Apollo 8 composto da Lovell, Frank Borman e William Anders fu il primo a lasciare l’orbita terrestre e il primo a volare e orbitare intorno alla Luna. Non riuscirono ad atterrare, ma portarono gli Stati Uniti in vantaggio sui sovietici nella corsa allo spazio.

Fu però durante il drammatico volo dell’Apollo 13 nell’aprile 1970 che si sfiorò la tragedia. Lovell avrebbe dovuto essere il quinto uomo a camminare sulla Luna, ma il modulo di servizio dell’Apollo 13, che trasportava lui e altri due astronauti, subì un’improvvisa esplosione del serbatoio dell’ossigeno durante il viaggio verso la Luna.

Gli astronauti sopravvissero a stento, trascorrendo quattro giorni freddi e umidi nel modulo lunare, che fungeva da scialuppa di salvataggio. “La cosa che vorrei che la gente ricordasse è che, in un certo senso, fu un grande successo”, disse Lovell durante un’intervista nel 1994, “non che avessimo realizzato qualcosa, ma fu un successo perché dimostrammo la capacità del personale della Nasa”.

Capitano della Marina in pensione noto per il suo comportamento calmo, Lovell raccontò a uno storico della Nasa che il suo incontro con la morte lo aveva segnato profondamente. “Non mi preoccupo più delle crisi”, dichiarò nel 1999, “ogni volta che ho un problema, mi dico: ‘Avrei potuto morire nel 1970. Sono ancora qui. Respiro ancora’. Quindi non mi preoccupo delle crisi”.

Il racconto della missione nel popolare film del 1995 ‘Apollo 13’ portò a Lovell, Fred Haise e Jack Swigert una rinnovata fama, grazie anche al personaggio interpretato da Lovell nel film che dice “Houston, abbiamo un problema”, una frase che lui non pronunciò esattamente.

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