Cala il sipario sulla 13ª edizione del Monaco Energy Boat Challenge, che per quattro giorni ha trasformato il Principato in un laboratorio a cielo aperto dedicato all’innovazione nella nautica sostenibile. Organizzata dallo Yacht Club de Monaco, la manifestazione ha riunito 54 team provenienti da 21 Paesi – tra cui Francia, Italia e Svizzera, ma anche India, Porto Rico e Cina – insieme a ricercatori, cantieri navali, aziende e università. Tra gli annunci più importanti dell’edizione 2026 c’è il lancio delle Monaco Energy Boat Challenge World Series, un nuovo circuito internazionale che, dall’Italia all’Australia, introdurrà un percorso di qualificazione per le future edizioni del Challenge (quella del 2027 è in programma dal 29 giugno al 3 luglio).
La prima tappa di qualificazione si svolgerà nell‘aprile 2027 sul Lago di Como, con il supporto di Volta27 e della Fondazione Alessandro Volta, e sarà dedicata principalmente ai Paesi europei con più team iscritti all’Energy Class. Una seconda prova si terrà a Darwin, in Australia, offrendo alle università e ai team dell’area Asia-Pacifico un accesso diretto alla finale di Monaco. L’evento australiano debutterà nel 2027 e qualificherà le squadre per la finale mondiale del Monaco Energy Boat Challenge 2028.
“Abbiamo iniziato la Monaco Energy Boat Challenge con appena due barche. Ma anno dopo anno siamo cresciuti, con un numero sempre maggiore di imbarcazioni e partecipanti. Ogni anno vediamo giovani portare nuove idee. A mio avviso non esiste un altro luogo dove così tanti giovani lavorino a progetti per la nautica presentando innovazioni autentiche. È qualcosa di davvero unico”, ha spiegato Bernard d’Alessandri, Segretario Generale e Direttore dello Yacht Club de Monaco. “Parliamo di innovazione sulle barche, ma anche di conferenze: abbiamo costruito un programma di alto livello che riunisce persone impegnate a immaginare il futuro della nautica”, ha aggiunto.

La cerimonia di premiazione dell’Energy Class ha visto un podio tutto italiano. Per il secondo anno consecutivo ha trionfato l’University of Bologna Argonauts Team, davanti al Politecnico di Milano e a UniGenova. “Sono molto felice del risultato perché abbiamo vinto sia la prova di slalom sia la Championship Race. Lo slalom l’abbiamo conquistato con appena due decimi di secondo di vantaggio su Milano, mentre la finale l’abbiamo vinta contro la Croazia per mezzo metro. Sono state entrambe gare combattutissime”, ha raccontato Massimiliano Scalzulli, pilota del team bolognese. Il titolo assoluto della Challenge è andato invece a Swiss Solar Boat. Nella AI Class si è imposta l’Adria Autonomous Boat Team (Croazia), mentre la SeaLab Class è stata vinta da Red Wave (Italia).
Tra le novità dell’edizione 2026 anche la partecipazione della Hainan University dalla Cina, che ha progettato e costruito il proprio prototipo in meno di due mesi. “Abbiamo sviluppato questa barca con appena sei studenti”, ha spiegato il professor Yijun Shen, preside della School of Marine Technology and Equipment. “La struttura tubolare in fibra di carbonio è completamente diversa da quella della maggior parte delle imbarcazioni presenti qui. Ho scoperto la Monaco Energy Boat Challenge solo lo scorso anno e ho deciso subito di creare un team perché rappresenta un’opportunità unica per mostrare la nostra ricerca a livello internazionale”.
Tra le principali innovazioni di quest’anno c’è stata anche l’introduzione dell’e-metanolo, presentato dal SURGE Methanol Foiling Team Twente dell’Università di Twente. Come ha spiegato Jérémie Lagarrigue, presidente della giuria internazionale del Challenge, “oggi l’e-metanolo viene prodotto combinando idrogeno verde e CO₂ catturata dall’atmosfera. Questo consente di ottenere un bilancio neutro delle emissioni di anidride carbonica”.
Nell’ultima giornata di gare, il ministro dell’Interno del Principato di Monaco, Lionel Beffre, ha fatto visita ai team, definendo il Challenge un ulteriore esempio dell’impegno del Principato verso innovazione, ricerca e transizione ambientale. A suo giudizio, la Monaco Energy Boat Challenge è ormai diventato un vero laboratorio dove studenti, ricercatori e industria collaborano per sviluppare le soluzioni marittime del futuro. «È mettendo insieme culture e idee diverse che riusciremo a progredire collettivamente», ha dichiarato.
Organizzata dallo Yacht Club de Monaco con il sostegno della Fondazione Principe Alberto II di Monaco, UBS, BMW, SBM Offshore, del Comune di Monaco, NatPower H ed ESA NanoTech, l’evento ha riunito oltre 600 studenti, insieme a ricercatori, aziende e cantieri navali – tra cui Safe Harbor, Oceanco, Ferretti Group, Azimut | Benetti Group e Lürssen – accomunati dall’obiettivo di accelerare la transizione energetica del settore marittimo.

