Oltre alle competizioni in acqua, la Monaco Energy Boat Challenge si conferma sempre più un punto di riferimento per il dibattito sul futuro della nautica sostenibile. Accanto alle regate, l’evento riunisce ricercatori, architetti navali, ingegneri, cantieri e protagonisti dell’industria in una serie di conferenze dedicate a come il settore marittimo possa rispondere ai cambiamenti climatici e accelerare la transizione verso tecnologie più pulite. Una delle sessioni principali della Conferenza sulle tecnologie avanzate per lo yachting, dal titolo ‘Nautica adattata al clima: innovazione per un futuro marittimo incerto’, si è concentrata su come gli yacht dovranno evolversi per affrontare condizioni ambientali sempre più imprevedibili. L’aumento della temperatura dei mari, la maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi e normative ambientali sempre più rigorose stanno infatti trasformando il settore, rendendo necessarie imbarcazioni non solo più sostenibili, ma anche più resilienti e adattabili.
“In SEA Index lavoriamo sia con i cantieri sia con gli armatori fin dalle prime fasi della progettazione. Per molto tempo gli armatori hanno richiesto la certificazione solo dopo la consegna o la vendita dello yacht. Oggi vediamo sempre più armatori chiedere la certificazione ancora prima dell’inizio della costruzione. Per noi è la dimostrazione che il nostro lavoro ha un valore concreto, perché fornisce informazioni che prima non erano disponibili”, ha dichiarato Natalie Quévert, Segretario Generale di SEA Index e relatrice della conferenza.
Lo strumento di valutazione delle prestazioni ambientali delle imbarcazioni, sviluppato dallo Yacht Club de Monaco per misurare e confrontare l’impatto ambientale degli yacht, collabora oggi con la giovane startup NEMO Systems. L’azienda, specializzata nello sviluppo di sistemi GPS e di monitoraggio per imbarcazioni, è nata proprio nell’ambito della Monaco Energy Boat Challenge, dato che i suoi tre fondatori sono tutti ex concorrenti della manifestazione. “Il nostro obiettivo è monitorare i consumi energetici di yacht e imbarcazioni commerciali, fornendo agli armatori i dati necessari per ridurli”, ha spiegato Simon Dorthe, co-fondatore di NEMO Systems. L’azienda sta attualmente fornendo sistemi di acquisizione dati per le imbarcazioni in gara, che saranno successivamente adattati al settore dello yachting. “Per noi è molto importante che NEMO Systems raccolga l’esperienza e i dati generati durante questa settimana, così che le certificazioni possano basarsi non solo sui dati di progetto, ma anche su dati operativi reali raccolti in tempo reale”, ha aggiunto Quévert.

La conferenza ha inoltre approfondito il ruolo delle tecnologie digitali, dei materiali avanzati, dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di propulsione di nuova generazione nella progettazione degli yacht del futuro. Più che puntare su un’unica soluzione, i relatori hanno evidenziato la necessità di combinare diverse innovazioni per ridurre le emissioni, migliorando al tempo stesso l’efficienza operativa e le prestazioni ambientali.
Il dibattito prosegue venerdì 10 luglio con la 7ª Alternative Fuels Conference, organizzata dallo Yacht Club de Monaco in collaborazione con la Fondazione Principe Alberto II di Monaco. La conferenza riunisce ricercatori, esperti di energia e rappresentanti dell’industria per analizzare i diversi percorsi verso la decarbonizzazione del trasporto marittimo, dall’idrogeno alla propulsione assistita dal vento, dalle tecnologie a batteria fino al futuro mix energetico che alimenterà le flotte di domani.

